Diete graduali o drastiche, equilibrate o sbilanciate, a privazione di carboidrati o di grassi. Quale che sia il sistema scelto per dimagrire il risultato finale è quasi sempre lo stesso: dopo un iniziale dimagrimento si torna a ingrassare. La colpa sembra essere della grelina, uno dei più importanti ormoni della fame, prodotto dalle pareti gastriche.

È quanto risulta da uno studio diretto da Christopher Ochner del Centro di ricerca su obesità e nutrizione di New York. A quanto pare, basta una dieta ipocalorica di 10 settimane per scatenare l’ormone dell’appetito, almeno nei pazienti obesi.

L’aumento della concentrazione di grelina si accompagna ad altre variazioni ormonali che smorzano il senso di sazietà. E fino a qui non ci sarebbe nulla di sorprendente. Chiunque abbia provato a stare a dieta sa quanto diventi difficile resistere alle tentazioni e moderarsi non appena si interrompe il regime.

Il dato impressionante, però, è che queste alterazioni ormonali sono ancora presenti un anno dopo la fine della dieta e questo sembra spiegare il cosiddetto effetto yo-yo e la tendenza a recuperare il peso perso, spesso con gli interessi, nonostante si cerchi di seguire una dieta di mantenimento.

Uno studio dell’Università di Melbourne dimostra, infatti, che persino chi riesce a seguire un regime di mantenimento senza sgarrare, finisce per riacquistare la gran parte del peso perso entro un anno. E questo a prescindere dalla drasticità della dieta seguita.

Secondo Ochner e compagni, l’obesità induce meccanismi di adattamento biologico irreversibili, come se l’organismo conservasse memoria del massimo peso raggiunto e si sforzasse di mantenerlo o recuperarlo. Secondo gli autori, gli ex obesi sono affetti da “obesità in remissione” e risultano biologicamente differenti da individui di pari peso ed età che non sono mai stati obesi.

Ma le scoperte di Christopher Ochner e del suo team non si fermano qui. Dopo aver, ancora una volta, dimostrato che le diete ipocaloriche, anche associate ad attività fisica, non possono dare risultati duraturi, i ricercatori avrebbero individuato i metodi più efficaci per normalizzare i meccanismi biologici responsabili dell’obesità.

Insomma i ricercatori non negano la possibilità di risolvere il problema dell’obesità in modo definitivo, semplicemente ritengono che l’obesità sia una condizione cronica estremamente complessa che non si può risolvere con ricette semplicistiche come diete ipocaloriche e attività fisica. Cosa del resto già evidente a qualunque persona in sovrappeso che abbia provato a risolvere il problema in questo modo.