E’ stato inaugurato a Dubai un progetto pionieristico per la produzione di energia solare, che porterà il nome dell’emiro. Ne dà notizia l’agenzia di stampa kuwaitiana ‘Kuna’, secondo cui il ‘Complesso Muhammad Bin Rashid Al Maktoum’ è il primo progetto del genere per tecnologia impiegata e per quantità di energia prodotta in una prospettiva di sviluppo sostenibile, di salvaguardia delle risorse naturali e di tutela dell’ambiente. “Gli Emirati mirano a realizzare lo sviluppo sostenibile e a creare un’economia competitiva per un futuro meno dipendente dalle risorse petrolifere, attraverso le fonti di energia rinnovabili”, ha dichiarato il presidente del Consiglio supremo per l’energia di Dubai, lo sheykh Ahmad bin Said Al Maktoum, in occasione dell’inaugurazione del progetto.

L’ENERGIA SOLARE COME RISORSA GRATUITA
“Assicurare erogazioni di energia da fonti sostenibili è uno dei principali obiettivi della ‘Strategia di Dubai integrata per l’energia 2030′”, ha aggiunto lo sheykh Ahmad. Dal canto suo, l’amministratore delegato dell’Ente per l’elettricità e l’acqua, Said Muhammad al-Tayr, ha sottolineato “l’importanza di questo progetto, che si inserisce nel quadro di un orientamento globale verso la ricerca di nuove fonti di energia e l’impiego delle energie rinnovabili, tra cui quella solare, allo scopo di salvaguardare le risorse naturali e ridurre le emissioni di Co2″.

LIBERI DAL PETROLIO
In tal senso, la ‘Strategia di Dubai’ mira a far sì che “entro il 2020 l’1% dell’energia prodotta nell’emirato provenga da fonti rinnovabili”, mentre per il 2030 Dubai aspira ad elevare “al 5% l’impiego di energia rinnovabile per la produzione di elettricità”, ha detto lo sheykh Ahmad. Per il resto, ha precisato, entro la stessa data l’elettricità prodotta nell’emirato dovrà provenire “per il 12% dall’energia nucleare, il 12% dal carbone pulito e per il resto dal gas”. Nella sua prima fase di realizzazione, il progetto del ‘Complesso Muhammad Bin Rashid Al Maktoum’ vedrà la produzione di energia solare con pannelli fotovoltaici con un potenziale produttivo di 10 megawatt entro il 2013, per arrivare ai mille megawatt nel 2030.