In Colombia non saranno più i familiari a decidere sulla donazione degli organi dei loro cari defunti. La nuova legge promossa dal Governo di Juan Manuel Santos prevede infatti che alla morte di un cittadino gli organi vengano donati per salvare altre vite senza tenere conto del parere dei familiari. La donazione degli organi sarà sempre obbligatoria a meno che il defunto quando era ancora in vita non abbia fatto esplicita richiesta di non voler autorizzare l’espianto.

La riforma sulla presunzione legale di donazione degli organi approvata dal Parlamento di Bogotà ha una portata rivoluzionaria. In tutti gli altri Paesi del mondo la donazione avviene esprimendo la propria volontà quando si è ancora in vita o su decisione dei familiari dopo il decesso.

Il deputato  Rodrigo Lara Restrepo ha spiegato che la legge ha una matrice profondamente umanista perché consentirà di salvare la vita a migliaia di pazienti in attesa di un trapianto e di migliorare la qualità della vita dei malati. La riforma è stata voluta dal Governo per arginare la carenza di organi a fronte di una lista d’attesa che conta circa 2 mila pazienti in bilico tra la vita e la morte. Lo scorso anno soltanto 195 colombiani si sono iscritti nella lista dei donatori volontari, pari a un solo donatore ogni 22 pazienti in attesa di un organo. La percentuale di trapianti è stata di appena il 2%.

Il Governo è certo che questa riforma risolverà il problema, dando a tutti i pazienti che necessitano di un trapianto maggiori possibilità di ottenere un organo compatibile in tempi brevi. In un’intervista rilasciata al quotidiano colombiano El Periodico il deputato  Rodrigo Lara Restrepo ha spiegato che questa legge trasformerà la Colombia in un Paese migliore e più umano:

Quello che vogliamo è che il Paese soddisfi questa esigenza, anche anticipando le richieste future per far sì che le persone non muoiano. Vogliamo alleviare la situazione di coloro che sono disperati e aggrappati alla vita, cercando di trovare loro un organo.