Contrariamente a quanto si pensa i dolcificanti non hanno davvero proprietà migliori di quelle dello zucchero, anzi, alcuni elementi contenuti in quelli artificiali, quali aspartame, saccarina e sucralosio possono provocare serie alterazioni metaboliche. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature e presentato al congresso dell’European Association for the Study of Diabetes di Vienna, alcuni edulcoranti artificiali possono provocare l’aumento della glicemia.

Spesso prescritti dai medici per le diete ipocaloriche finalizzate alla perdita di peso, i dolcificanti sono spesso utilizzati al posto dello zucchero tradizionale dato che, rispetto al classico dolcificante, avrebbero pochissime calorie (da 0 a 2 per grammi contro le quasi 4 dello zucchero) e sarebbero in grado di rendere alimenti e bevante più gradevoli con minori effetti nocivi. Ma dove si trovano questi elementi? Principalmente aspartame, saccarina e sucralosio sono contenuti negli snack, nei soft drink, nelle caramelle, chewing gum e tanti altri alimenti che fanno parte della nostra dieta e che tutti ingeriamo quotidianamente. Gli studiosi che hanno svolto le ricerche hanno nutrito dei topi aggiungendo questi tre componenti alla loro dieta, scoprendo che i dolcificanti facevano aumentare notevolmente la glicemia degli animali, sviluppando in loro una condizione di intolleranza glucidica vicina al diabete.

“La forza di questo studio – premette Antonio Gasbarrini, ordinario di Gastroenterologia al policlinico Gemelli di Roma e studioso del microbiota intestinale – è che ha dimostrato che i dolcificanti hanno modificato il microbiota intestinale e che questa modifica ha provocato aumento della glicemia”. Ma è inutile, comunque, allarmarsi: Enzo Bonora, presidente Società italiana diabetologia ha dichiarato che questi studi sono importanti e sono stati pubblicati su una rivista prestigiosa ma prima di diventare una raccomandazione nutrizionale e di essere traslati nella pratica clinica bisognerà aspettare ulteriori conferme”.

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