Il DNA umano non può essere brevettato. E’ questa la posizione definitiva della Corte Suprema degli Stati Uniti il relazione al caso Myriad Genetics, azienda che detiene i diritti degli esami genetici ai quali si è sottoposta recentemente Angelina Jolie per individuare eventuali mutazioni dei due geni Brca1 e Brca2 che fanno aumentare di decine di volte il rischio di ammalarsi di cancro del seno e delle ovaie.

Mentre l’Europa si era da sempre dimostrata molto ferma sulla questione, gli USA hanno impiegato più tempo per emettere la sentenza che, tra l’altro, risulta essere una vittoria per medici e pazienti per i quali la possibilità di brevettare il Dna umano interferisce con la ricerca scientifica e medica, sarà lecito, invece, farlo con quelli “sintetici”.

L’assenza di brevetti all’inizio degli anni ’50, per farvi capire l’importanza della notizia, ha permesso alla ricerca sui tumori di avere un impulso senza precedenti grazie alle ”cellule immortali” di Henrietta, la donna americana malata di tumore che ha donato alla ricerca le sue cellule, dalle quali sono state derivate le prime linee cellulari al servizio della ricerca sul cancro.

Il genetista Giuseppe Novelli dell’Università di Roma Tor Vergata ha dichiarato, ad esempio, all’Ansa che questo potrebbe essere il caso delle cellule staminali ottenute da organismi chimera, ossia da organismi che in natura non esistono; oppure il caso degli organismi che in futuro potranno essere costruiti in laboratorio grazie alla biologia sintetica. Novelli evidenzia, inoltre, quanto i brevetti su codice genetico umano avrebbero creato grandi ritardi alla ricerca impedendo l’accesso a informazioni talvolta fondamentali per studiare nuove soluzioni sanitarie.