Entro il 2050 il Dna di almeno un milione di persone sarà sequenziato e i suoi dati inserito in un database, rinominato come una sorta di “Google” del genoma umano.

Ad affermarlo è uno studio portato avanti dai ricercatori del Cold Spring Harbor Laboratory di New York, pubblicato sulla rivista PLoS Biology, il quale evidenzia come le informazioni che arrivano dalle analisi del Dna sarebbero in crescita addirittura in maniera più rapida rispetto ai dati che vengono caricati su social network e piattaforme online come Twitter e Youtube, raddoppiando addirittura ogni sette mesi.

Ciò vuol dire che entro il 2015, all’anno, verranno prodotti tra 2 e 40 extrabyte di dati genomici: una quantità esorbitante se si pensa che un extrabyte equivarrebbe allo spazio di un miliardo degli hard disk attualmente presenti sul mercato.

Oggi gli utilizzatori di YouTube caricano 300 ore di video ogni minuto e le proiezioni indicano che si arriverà entro il 2025 a 1700 ore al minuto, cioè 2 esabyte all’anno” ha dichiarato uno degli autori, Michael Schatz, spiegando come al momento Google si stia attrezzando “fornendo internet molto veloce, grandi spazi di stoccaggio, algoritmi che ottimizzano i risultati e un team di ricercatori di esperienza. Abbiamo bisogno esattamente dello stesso tipo di investimento – conclude – se vogliamo capire le nostre malattie, che tipo di trattamenti va applicato o rispondere alle domande sulle nostre origini“.