Si sa, in estate, magari durante le proprie vacanze, ci si rilassa mangiando troppo e male, il tutto condito da bevande ghiacciate, sigarette (per i fumatori ovviamente) e poche, pochissime fibre e proteine di origine vegetale. Così facendo si dice addio al bagno in mare dovendo rintanarsi sotto l’ombrellone a stirarsi i crampi e, come se non bastasse, dolori addominali e disturbi intestinali: i tipici sintomi dei diverticoli, ovvero una dilatazione sacciforme della parete del colon.

In Italia ne soffre almeno un italiano su dieci in età compresa tra i 40 e i 60 anni e, se non correttamente trattati possono trasformarsi in diverticolite che, nel peggiore dei casi, può richiedere anche un intervento chirurgico con la resezione parziale di un tratto di intestino crasso.

Per non rovinare le proprie vacanze è bene quindi seguire una “dieta” bilanciata, ricca di fibre e alimenti preferibilmente morbidi, digeribili e con una maggior quantità di liquidi. Questa alimentazione è risultata adatta anche in caso di episodi acute di diverticolite, del quale si è parlato anche in ambito del 14° Congresso della Chirurgia Endoscopica a Parigi.

Il primo approccio al problema dei diverticoli è farmacologico”  ha spiegato il direttore dell’unità di Chirurgia Generale e Day Surgery all’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano,  Giampiero Campanelli “con una terapia antibiotica, affiancata ad una correzione della dieta. Vi sono però casi in cui attacchi ripetuti, una sintomatologia acuta e una risposta debole o assente alla terapia medica, trasformano i diverticoli in diverticolite e richiedono un approccio chirurgico. Questo prevede, il più di frequente, una resezione di parte del colon (a sinistra del sigma) che viene poi riagganciato al retto. Sebbene l’intervento, di norma, garantisce il recupero totale della funzionalità intestinale dopo due-tre settimane dalla chirurgia, non è un intervento semplice e va svolto da chirurgi specializzati e con le tecniche più recenti, come la laparoscopia. In generale, comunque, la malattia non è da sottovalutare. Infatti, in caso di diverticolite acuta complicata, generalmente in condizioni di urgenza, potrebbe essere necessario un intervento in due tempi con il confezionamento di un ano artificiale, e con il ripristino della funzione intestinale con un  intervento successivo”.

Specialmente nella calda stagione il rischio aumenta sia con l’innalzamento delle temperature che con un cambiamento delle abitudini alimentari; quindi è bene seguire questi consigli:

La prevenzione della diverticolite si basa soprattutto sull’aumento dell’apporto di fibre, verdura e frutta, e molta acqua.” continua il professore “Sono da evitare invece alimenti che contengono semi (pomodori, cetrioli, uva, fichi, fragole, lamponi, kiwi, pane con semi di sesamo) perché possono fermarsi nei diverticoli ed infiammarli. Noi ne troviamo a volte quantità davvero elevate, con conseguenti forti infiammazioni dovute a questi cibi, evidentemente consumati dal paziente in grandi quantità. Da non sottovalutare è anche l’apporto di vitamina D, con l’assunzione di alimenti ricchi di calcio (latte, latticini, formaggi fatta eccezione in casi di intolleranze), che svolge un ruolo importante nel mantenimento dell’equilibrio intestinale, della integrità della mucosa e come mediatore dell’infiammazione intestinale. I più recenti studi fanno ipotizzare una possibile correlazione fra bassi livelli di questa sostanza e l’insorgenza di diverticolite. Stando ai primi risultati è consigliabile tenere sotto controlli i livelli di questa vitamina e, laddove necessario e consigliato, prevedere un’assunzione orale con degli integratori alimentari”.

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