La diverticolite è una patologia dell’apparato digerente, caratterizzata dall’infiammazione di uno o più diverticoli, ovvero piccole estroflessioni delle mucosa intestinale che vanno a formare vere e proprie ‘tasche’ lungo le pareti del colon. La presenza asintomatica di diverticoli si dice diverticolosi. Quando invece uno o più diverticoli si infiammano, generando sintomi quali dolori addominali, stitichezza o diarrea, sensazione di gonfiore, problemi ad evacuare e, nei casi più gravi, sanguinamento rettale, allora si parla di diverticolite. I diverticoli possono infatti divenire sede di residui indigeriti di cibo o frammenti di feci, che finiscono per infiammarli, provocando la diverticolite acuta.

La causa principale di diverticolosi è una dieta povera di fibre, cui si aggiungono obesità, stitichezza cronica, terapie cortisoniche, chemioterapia e squilibri del sistema immunitario. La migliore prevenzione è dunque costituita una dieta ricca di fibre, basata su un consumo regolare di frutta e verdura, legumi e cereali integrali. Da evitare il più possibile sono invece i cibi raffinati, i dolci, la caffeina e le bevande gasate, che irritano l’intestino, l’alcool, il fumo di sigaretta e i frutti ricchi di semini (come lamponi, fragole, more, fichi, ecc.) che possono rimanere incastrati nei diverticoli causandone l’infiammazione. Molto importante è tuttavia aumentare gradualmente il consumo degli alimenti consigliati, così da consentire all’apparato digerente di abituarsi al nuovo regime alimentare. Di fondamentale importanza risulta inoltre consumare quantità adeguate di liquidi (almeno 8 bicchieri di acqua al giorno) e praticare regolare attività fisica, che contribuisce a migliorare la tensione muscolare, prevenendo la formazione di diverticoli.

Quando invece viene confermata la diagnosi di diverticolite (ovvero infiammazione dei diverticoli) è necessario modificare dieta anche in modo drastico, così da alleviare l’infiammazione e prevenire serie complicazioni. In caso di diverticolite acuta è necessario ridurre o addirittura eliminare del tutto il consumo di latte e derivati (tollerate invece modiche quantità di yogurt), semi oleosi, legumi, cereali integrali, alcolici, bevande gassate, caffè, cioccolato, spezie e cibi piccanti. Si consiglia inoltre di evitare tutte le verdure e consumare frutta centrifugata senza buccia. Nei casi più gravi, l’alimentazione dovrebbe essere addirittura ridotta al minimo. Su consiglio del medico, è possibile che venga prescritta una dieta liquida o a base di soli cibi macinati fino a remissione dei sintomi.