Per discinesia si intende un disordine di natura cinetica che si traduce in difficoltà a controllare i movimenti muscolari e può comportare movimenti involontari ipercinetici o ipocinetici della muscolatura.

Il rischio di manifestare discinesie aumenta con l’avanzare dell’età, tuttavia tra i fattori di rischio sono stati identificati anche fattori legati al sesso, allo stato di salute e alle abitudini del paziente. Si stima infatti che le donne siano maggiormente colpite da discinesia rispetto agli uomini, in particolare durante il periodo menopausale. Ugualmente predisponenti risultano poi depressione, malattie degenerative e morbo di Parkinson, così come tabagismo, assunzione di alcool e sostanze stupefacenti. Direttamente connesso alla manifestazione di discinesia tardiva è poi la somministrazione di farmaci neurolettici-antipsicotici, per i quali il rischio di provocare discinesia è direttamente proporzionale all’aumentare della posologia e della durata del trattamento. A causare l’insorgenza di discinesia può poi essere una lesione a carico del sistema nervoso centrale (midollo spinale e cervello), dei muscoli o dei nervi. Da non sottovalutare è infine una possibile predisposizione genetica.

Come accennato, le discinesie si distinguono in ipercinesie, che comportano movimenti ‘eccessivi’, di tipo involontario e ipocinesie, caratterizzate da tensione e rigidità muscolare, la cui attività motoria risulta notevolmente rallentata. I movimenti discinetici involontari più comuni coinvolgono in particolar modo la lingua, la bocca ed il viso; tuttavia, tronco, mani e piedi non sono sempre esclusi. Tra i movimenti facciali, i tic, le smorfie e l’inarcamento delle sopracciglia rappresentano le discinesie più comuni. La torsione della lingua, i movimenti masticatori (tra cui anche il bruxismo), lo spostamento della mandibola, ecc. caratterizzano invece le cosiddette ‘discinesie periorali’. Ulteriore distinzione va fatta tra manifestazioni cinetiche esterne, che non comportano solitamente dolore, e discinesie interne, che al contrario provocano un intenso dolore fisico. Queste possono interessare il cuore, la colecisti, le vie biliari, il tubo digerente, le vie urinarie o l’utero e vengono considerate ‘turbe funzionali’, legate a disturbi della innervazione o dell’attività del sistema nervoso vegetativo.

Comprendendo una vastissima gamma di manifestazioni, la diagnosi di discinesia richiede un’attenta e precisa analisi del quadro generale del paziente. Considerata la difficoltà della terapia, la prevenzione e una diagnosi precoce risultano tuttavia fattori determinati. Alla comparsa di spasmi, tremori, tic e crampi ricorrenti, è bene quindi non esitare a rivolgersi al proprio medico curante.