Ieri la mia amica Yesenia – che ringrazio – mi ha segnalato un link ad un video molto interessante: si tratta di una curiosa candid camera realizzata in Brasile, che si intitola “La coerenza di chi mangia carne“. Vi riporto il video qui in coda all’articolo. Di che si tratta?

Lo “scherzo” consiste nel piazzare quello che sembra un banchetto da salumiere dentro a un supermercato (come se ne vedono molti, ad esempio del caffé, che offrono assaggi gratuiti dei loro prodotti), con la scritta “Carne fresca”. Il finto salumiere offre un vassoio con dei bocconcini di carne, che in diverse persone assaggiano e trovano deliziosi. Poi, quando le persone si mostrano interessate ad acquistare il prodotto (chi ne chiede uno, chi due chili), il salumiere spiega che viene prodotto al momento, con estrema soddisfazione dei clienti. Così, lui sparisce per un attimo e torna indietro con un maialino vivo in braccio, che mette in una scatola di metallo dotata di una una manovella, molto simile a un tritatutto. In realtà la scatola non ha il fondo ed è vuota, e il maialino viene messo nelle braccia di una ragazza seduta sul fondo. Di fronte alle facce inorridite delle persone, il salumiere prosegue sorridente con la “produzione” delle sue buonissime salsicce di “carne fresca”, si mette a girare la manovella, che cigola e produce un suono molto simile alle grida di dolore di un maialino. Poco dopo, mentre ancora lui gira la sua manovella, da un tubo cominciano ad uscire le salsicce di macinato.

La reazione delle persone? C’è chi scappa via, chi si impietrisce, chi sputa la salsiccia appena infilata in bocca, chi ancora si mette a picchiare il finto salumiere affinché non uccida il maialino…

Il risultato? Uno solo. Nessuno mangerebbe a cuor leggero della carne, sapendo che un animale viene appositamente ucciso per questo. Ancor meno vedendo che l’animale è solo un cucciolo, e che pochi istanti prima era vivo, si muoveva, e guardava le persone che lo avrebbero mangiato. Insomma, tutta la violenza dell’uccisione di un altro essere viene fuori nella repulsione delle persone che normalmente mangiano carne quando queste vedono come la carne viene “prodotta”.

Il problema, allora, è psicologico? Sicuramente questa candid camera svela uno dei motivi per cui siamo abituati a mangiare carne: perché non associamo il prodotto a qualcosa di morto. Perché quel qualcosa di morto è spesso un cucciolo. Che prima era vivo, respirava, ci guardava. Completamente innocuo.

Vi riporto qui una bellissima citazione di Michel de Montaigne (1533-1592), che sintetizza in modo molto sottile la “malattia di presunzione” degli uomini:

La presunzione è la nostra malattia naturale e originaria. E’ per la vanità di questa stessa immaginazione che l’uomo si eguaglia a Dio, che si attribuisce le prerogative divine, che trasceglie e separa se stesso dalla folla delle altre creature, fa le parti agli animali suoi fratelli e compagni, e distribuisce loro quella porzione di facoltà e di forze che gli piace.

Come può egli conoscere, con la forza della sua intelligenza, i moti interni e segreti degli animali? Da quale confronto fra essi e noi deduce quella bestialità che attribuisce loro?

In realtà io credo che gli esseri umani possano capire cosa provano gli animali: questa dote si chiama empatia, e non fa differenza di specie. Lo dimostra questo video, e le reazioni delle persone che comprendono in un istante che cosa stanno mangiando.