Domani, 15 marzo, è la giornata internazionale contro la caccia alle foche, che cade proprio in concomitanza dell’apertura della stagione della caccia, proprio nel mese di marzo, sulla costa orientale del Canada. Il Canada e la Groenlandia insieme sono responsabili di più del 50% delle 900mila foche cacciate ogni anno; altri Paesi in cui la caccia a questi animali è consentita sono la Norvegia, la Namibia, l’Islanda, la Russia e gli Stati Uniti.

LA DENUNCIA DELLA LAV

La caccia commerciale alle foche è il più grande massacro di mammiferi marini  mai autorizzato nella storia ed è un appuntamento che si rinnova ogni primavera – dichiara la LAV sulla pagine web dedicata a questo fenomeno -. Negli ultimi 4 anni solo in Canada sono stati uccisi un milione e mezzo di cuccioli di foca. Nel 2006, i cacciatori hanno ammazzato 325mila foche (il numero corrisponde alla “quota annuale di prelievo” stabilita dal Governo): il 95% aveva meno di tre mesi di età. La caccia commerciale riguarda soprattutto la foca groenlandica e in misura minore la foca dal cappuccio. Secondo la legislazione canadese, le foche sono protette soltanto fino al loro 12° giorno di vita, da quel momento in poi sono considerate animali “indipendenti” e cacciabili. La normativa mira a permettere l’uccisione della foca  nel momento in cui il suo manto è ancora quasi completamente bianco e dunque pregiato sui mercato europei ad asiatici“.

COME MUOIONO I CUCCIOLI DI FOCA?

La morte a cui vanno incontro questi animali – spiega la LAV – è la più violenta e crudele immaginabile: un team di veterinari indipendenti ha documentato che il 42% delle foche esaminate erano state scuoiate vive, e il 40% viene colpito ripetutamente prima di morire.

Ancora una volta l’uomo si accanisce sui cuccioli degli animali, i più indifesi.