Si torna a parlare di un vaccino contro la dipendenza da cocaina. I risultati pubblicati dalla rivista American Chemical Society Molecular Pharmaceutics, basati sui primi test con i topi da laboratorio, lasciano ben sperare.

I ricercatori californiani di La Jolla hanno pensato di trattare l’assuefazione da “polvere bianca” come se fosse un’infezione e forzare quindi una reazione dell’organismo, a livello immunitario. Al centro dell’esperimento vaccino c’è una proteina batterica chiamata “flagellina”, appositamente modificata per riconoscere e contrastare questa sostanza estranea che sta eventualmente circolando nel corpo.

Lo stupefacente tristemente noto, originariamente ottenuto dalle foglie della coca Sudamericana, è stato scelto come banco di prova dagli studiosi. Poi, se il vaccino funzionerà perfettamente, si tenterà di gestire come un “virus” altri tipi di droghe che scatenano una dipendenza anche maggiore.

I dati “ufficiosi” sulla diffusione cocaina sono contrastanti. Secondo il Dipartimento politiche antidroga del nostro paese la coca sembrerebbe meno gettonata rispetto al passato, ma si stima comunque un totale di 4 milioni di “consumatori” l’anno, sparsi per tutta Europa. E più di 500 mila risiederebbero in Italia.

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