Il sovrappeso dipende da uno squilibrio tra la quantità di calorie che si assimilano e la quantità di calorie consumate. In un certo senso questo è esatto. Quello che è sbagliato, invece, è pensare che il mangiare troppo sia la causa dell’obesità, mentre in realtà è un sintomo.

Ed è curioso che nonostante siano sempre più numerose le ricerche scientifiche che comprovano questo dato, si continui a considerare l’obesità come il frutto di uno scorretto stile di vita.

Del resto centinaia di diete ipocaloriche diverse stanno a dimostrare che non è semplicemente questione di introdurre meno calorie. Se fosse così semplice avremmo già risolto il problema da tempo e non avremmo bisogno di continuare a inventare decine di nuovi regimi dimagranti ogni anno.

E soprattutto non si spiegherebbe perché l’aumento delle vendite di alimenti dietetici, sugar free o fat free si accompagni, inevitabilmente, a un aumento della percentuale di persone in sovrappeso o obese, in tutti i Paesi del mondo.

La tendenza a ingrassare, in effetti, sembra dipendere da una serie di fattori complessi che portano a scompensi biochimici che alterano i sistemi di autoregolazione del peso corporeo.

In pratica l’organismo perde la sua capacità di valutare lo stato delle proprie riserve lipidiche o di percepire il senso di sazietà, oppure ancora riceve segnali in grado di alterare i suoi gusti alimentari spingendolo verso cibi poco sani.

In questo quadro, è evidente che una semplice dieta dimagrante non è che un palliativo che porta a una perdita di peso solo momentanea e in molti casi induce un peggioramento delle vere cause della tendenza a ingrassare.

Diverse ricerche dimostrano gli effetti boomerang delle diete e una rilevante percentuale di persone ingrassa già nel brevissimo periodo (vedi qui per saperne di più) mentre gli effetti sul lungo periodo sono generalizzati: mettendo a confronto un campione di ex adolescenti grassottelli si scopre che quelli che hanno cercato di seguire diete prima dei vent’anni, a 25, risultano mediamente più grassi dei coetanei che non hanno mai tentato di dimagrire.

E, a quanto pare, non è nemmeno questione di tipo di dieta. Sembra che la tendenza a ringrassare si manifesti, indifferentemente, sia dopo una dieta drastica sia dopo un metodo più graduale. Come dimostra questa ricerca dove i partecipanti hanno riacquistato buona parte del peso perso, nonostante seguissero scrupolosamente la dieta di mantenimento (qui i dettagli della ricerca).

Questo però non significa che la tendenza a ingrassare sia invincibile. In accordo con gli studi dell’ultimo decennio, sono nati regimi alimentari, normocalorici, che puntano a riequilibrare gli squilibri ormonali alla base dell’obesità e, incredibile ma vero, permettono di dimagrire ingerendo dalle 1800 alle 3000 calorie al giorno.

Ma prima di parlare di queste diete è necessario spiegare quali possono essere le cause nascoste dell’obesità. Dallo squilibrio della flora intestinale, di cui ho già ampiamente scritto (vedi  qui) illustrando ricerche dove si evince che non solo gli squilibri della flora batterica sono riconducibili a un’alterazione del sistema immunitario ma anche che possibile trasmettere la sindrome metabolica e l’obesità da un topo all’altro, semplicemente “infettando” il topo sano con la flora batterica del compagno grassottello (qui i dettagli dello studio) o che i batteri intestinali sono in grado di produrre neurotrasmettitori capaci di alterare i nostri gusti alimentare (qui per saperne di più).

Ovviamente anche la flora batterica dipende da quello che si mangia come dimostra una recente ricerca, e in questo modo si viene a creare un circolo vizioso dal quale è difficile sfuggire e all’origine del quale potrebbe esserci un’alterazione del sistema immunitario, un’infiammazione, il microbiota ereditato dall’ambiente familiare (in genere la nostra flora intestinale si stabilizza intorno ai 2 anni di vita).

Se le cause dell’obesità fossero tutte lì, però, basterebbe una dieta sana, seguita per un periodo sufficientemente lungo, per cambiare una volta per tutte il corredo batterico di un individuo. E ci sono diete che puntano proprio a questo come la iDiet che promette di farci innamorare dei cibi sani.

Purtroppo il sovrappeso, quale che ne sia la causa originaria (tra queste anche una banale infezione virale tipo raffreddore da virus AD36 che agisce direttamente sulle cellule del tessuto adiposo, spingendole a una proliferazione anomala), porta a una serie di squilibri che non si risolvono solo dimagrendo.

La causa sembrerebbe una forma infiammatoria indotta, tra le altre cause, anche dalla rottura delle cellule di grasso in eccesso la cui conseguenza porterebbe a un’alterazione dei meccanismi di regolazione del peso che dipendono da leptina e adiponectina, ormoni prodotti dal tessuto adiposo. È la cosiddetta resistenza alla leptina, che sembra essere la principale responsabile della difficoltà di dimagrire e di mantenere i risultati ottenuti con la dieta.

Da qui la convinzione che per dimagrire in modo sano e definitivo, non sia tanto importante mangiare meno, quanto cercare di combattere l’infiammazione obeso-indotta per ripristinare una corretta regolazione del peso a livello dell’ipotalamo e contemporaneamente prediligere un’alimentazione bilanciata per ripristinare una flora batterica sana.

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