Avete presente la Marcuzzi e la Cucciari che dissertano di pance sgonfie e felici o la bambina saccente che ingozza la mamma di yogurt probiotico con milioni di lactobacilli per rafforzarne il sistema immunitario? Oppure quei tipi in carriera che sprizzano energia e vitalità mentre tirano fuori il vasetto dal cassetto della scrivania o dal frigoriferino dell’ufficio?

Fino ad ora i probiotici sono stati associati a benessere intestinale, energia e difese immunitarie e sono proprio questi gli effetti più studiati di questi particolari fermenti lattici, da quando, agli inizi del secolo scorso, il premio Nobel Eli Metchnikoff osservò che i batteri assunti con gli alimenti possono modificare la flora batterica intestinale. Successive osservazione hanno confermato che la somministrazione di batteri “buoni” potesse ripristinare una fisiologica microflora intestinale, sostituendo microrganismi dannosi per l’organismo con altri utili.

Ma le nuove ricerche sembrano indicare una stretta relazione tra la composizione del microbiota (l’insieme dei batteri che vivono nel nostro sistema digerente) e la tendenza a ingrassare.

Già si sapeva infatti, che i microorganismi presenti nel nostro tratto digerente svolgono un ruolo importante nell’assimilazione di zuccheri e grassi e nella sintesi di alcune vitamine, prime fra tutte la K. Ora si è scoperto che la differenza tra individui grassi e magri potrebbe risiedere proprio nel microbiota (leggi qui per saperne di più)

E a giudicare dallo stato di forma di Shakira, nuova testimonial di Activia per il Brasile, c’è da credere che questi alimenti facciano davvero bene

Ma perché i microrganismi probiotici dovrebbero essere meglio dei normali fermenti dello yogurt?
La risposta più immediata è che, diversamente dai normali fermenti lattici, i probiotici utilizzano ceppi batterici di origine umana.

La differenza principale sta nel fatto che i probiotici si riproducono nelle condizioni (temperatura ecc)  presenti nel nostro intestino e quindi possono colonizzarlo, mentre gli altri fermenti, pur benefici, non sono adattati all’ambiente intestinale umano, quindi lo occupano per un certo tempo, ma senza potervi proliferare.

Aggiungiamo che per essere definito probiotico un alimento deve contenere almeno un miliardo di batteri probiotici vivi e attivi per grammo, in grado di superare lo stomaco e raggiungere  indenni l’intestino per esercitarvi un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale.

Di fatto, i batteri utilizzati come probiotici sono tantissimi, e non tutti hanno la medesima efficacia. Già guardando i tanti prodotti similyogurt presenti sugli scaffali si trovano probiotici di ceppi differenti, se poi si va a dare un’occhiata agli integratori da farmacia il ventaglio si allarga ulteriormente.

Non solo, per poter “attecchire” i batteri buoni devono trovare un ambiente adeguato. Quindi, oltre a seguire una dieta sana e assumere probiotici è bene inserire nell’alimentazione anche elementi prebiotici, cioè in grado di fornire un substrato ideale alla proliferazione proprio di quei batteri che sono più favorevoli all’organismo. Ci torneremo in un prossimo post.

Insomma non è detto che la cosa funzioni e che la risposta sia immediata, riporto però un dato che emerge dalla tesi di dottorato in Medicina Ambientale e Nutrizione della Dottoressa Cavallo e dalle sue sperimentazioni su topi da laboratorio: confrontando topi normo nutriti e topi con un alimentazione ipercalorica VHF (very high fat) con e senza supplementazione di probiotici risulta che l’aumento di peso legato alla dieta VHF nei topi senza supplementazione è doppio rispetto a quello dei topi che assumono probiotici. L’assunzioni di prebiotici invece non influirebbe sul peso dei topi normo nutriti che restano in perfetta forma in entrambi i casi.

Insomma, anche senza essere topi da laboratorio, il dato sembra incoraggiante e merita un tentativo. Quindi, se state cercando di dimagrire, oltre a cercare di mangiar meno e di dormire bene (leggi qui gli effetti del sonno sul metabolismo), provate anche a migliorare la vostra flora intestinale.

(foto by InfoPhoto)