La professione del dietista è attualmente molto ricercata dai laureati in altre discipline, i quali non trovano lavoro nel settore in cui si sono specializzati.

“Sei laureato in Scienze economiche e senza lavoro? Puoi sempre fare il nutrizionista o l’esperto in ‘nutrizione’ e prescrivere, magari a pagamento, una dieta. Purtroppo, per ora, è tutto legale. Sembra assurdo, ma è necessario fare un Master di 1° livello in Scienze Gastronomiche e Patologie Alimentari alla Sapienza di Roma o al Master di 2° Livello in Nutrizione Umana a Pavia. Questi sono soltanto degli esempi più eclatanti, dove, con questi titoli di “esperto in nutrizione”, non soltanto potrai prescrivere delle diete, ma persino scrivere un articolo sui settimanali femminili e farti, così, pubblicità.

La dietistica e l’applicazione della dietetica e della nutrizione umana sono di estrema importanza e non un gioco, come ultimamente sembra essere. L’Associazione Nazionale Dietisti (Andid) ha lanciato l’allarme, sottolineando nel volume  ”L’Offerta formativa universitaria in nutrizione umana”,  ”le criticità e le problematiche di un mondo che negli ultimi vent’anni ha avuto uno sviluppo enorme, ma senza alcuna regolamentazione precisa.”  Il libro è stato presentato il 13 gennaio al Ministero della Salute, al convegno “Formazione e bisogni di salute”, in collaborazione con il Coordinamento Nazionale delle Professioni Sanitarie.

La carenza selettiva, secondo il parere dell’ANDID:

  • va a discapito della qualità e dell’efficienza formativa raccomandata dal Consiglio di Europa (Documento “On a strategic framework for European cooperation in education and training” 12 maggio 2009);
  • rischia di fornire messaggi errati e contraddittori (specie nei confronti di chi esercita la propria attività fuori dall’area sanitaria), circa le potenzialità e i limiti dei corsi universitari post-base (in particolare Master di 1° e 2° Livello), facilmente interpretabili come opportunità di acquisizione di nuove competenze – che non vi sono – rispetto ai profili di base;
  • rischia di trasmettere e persino di alimentare una visione di stampo scientificamente inappropriato  dell’approccio applicativo della dietetica nelle situazioni fisiologiche e nella prevenzione e trattamento nutrizionale delle principali patologie connesse all’alimentazione;
  • non favorisce l’implementazione della cultura dell’interdisciplinarietà e della gestione della complessità delle connessioni tra nutrizione e salute;
  • favorisce la diffusione di qualifiche e titoli impropri, per nulla rispondenti agli ordinamenti vigenti, dall’utilizzo indifferenziato del termine “nutrizionista”, ad altri esempi compresi nel Libro Bianco (Esperto AES, Master in Alimentazione e Educazione alla Salute, Bologna; Educatore alimentare eco consapevole, Master per educatore alimentare eco-consapevole di Bari; Laureato ECOCAL, economia e cultura dell’alimentazione, Perugia).
  • crea rischi per la sicurezza dei cittadini, contravvenendo alla correttezza delle informazioni e alla loro trasparenza.

Per il futuro, ci si augura di riuscire ad istituire Master Professionalizzanti dedicati alle Professioni Sanitarie ed in particolar modo a quella del Dentista e all’implementazione di una collaborazione, sotto forma di confronto tra associazioni rappresentative delle professioni e mondo accademico, al fine di aumentare la qualità formativa e professionale, indispensabile per far fronte ai bisogni della popolazione in campo sanitario.

A cura di Jessica Di Giacomo

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