La Dieta Zona è stata messa a punto dal ricercatore statunitense, biochimico membro del MIT e presidente dell’Inflammation Research Foundation, Barry Sears, con una particolare attenzione al benessere, alle strategie anti infiammatorie approvate da tutta la Comunità scientifica mondiale. La Dieta Zona, che è una strategia alimentare ipocalorica, permette di rimanere in forma mangiando una grande varietà di alimenti nella giusta quantità, ricercando la qualità dei principi nutritivi, senza rinunciare praticamente a nulla. Il suo punto centrale è l’indice e il carico glicemico degli alimenti e dei pasti della nostra alimentazione quotidiana.

Nella Dieta Zona il cibo diventa un alleato che garantisce equilibrio psico-fisico perché agisce in modo sapiente sugli ormoni, grazie ad un’appropriata associazione di carboidrati, proteine e grassi.

Per saperne di più, noi di Leonardo.it abbiamo intervistato la Dr.ssa Gigliola Braga, biologa nutrizionista e massima esperta di Dieta Zona in Italia, che ha gentilmente risposto a tutte le nostre curiosità e ci ha fornito tantissimi dettagli interessanti su questa strategia alimentare ipocalorica.

Gigliola Braga

Dr.ssa Gigliola Braga

Esistono dei luoghi comuni da sfatare sulla Dieta Zona?

Sì, certo, ci sono dei luoghi comuni sulla Zona. Per esempio si dice che è complicata: niente di più sbagliato. Per associare correttamente i cibi come richiede il metodo, basta mettere in pratica semplici indicazioni che si concretizzano con il metodo a occhio: a ogni pasto la quota di  proteine deve corrispondere al volume (estensione e spessore, escluse le dita) del proprio palmo; si aggiungono poi un’abbondante porzione di verdure e 1-2 cucchiai da tavola di olio extra vergine d’oliva; i carboidrati che completano il pasto possono essere costituiti dal pane, dalla pasta o dal riso (il volume di 1 proprio pugno) oppure dalla frutta (il volume di 2 dei propri pugni) o dal dolce (il volume di mezzo pugno). Si può quindi mangiare un po’ di tutto, senza esclusioni, se non quelle personali verso alimenti che già di per sé una persona non utilizza per i motivi più svariati.

Un altro luogo comune è la presunta iperproteicità della Zona. Veramente questa accusa, vista la sua infondatezza, si è un po’ persa nel tempo, ma nel web può capitare che riecheggino notizie ormai obsolete, più per questioni tecniche che per una rinnovata conferma da parte di chi in passato muoveva questa accusa alla Zona. Infatti non c’è motivo di ritenerla iperproteica perché con questo metodo non si mangiano più proteine di quelle consigliate dalla dieta mediterranea: semplicemente si ridimensionano i carboidrati togliendo l’eccesso che provoca l’accumulo di grasso e predispone a molte patologie croniche come le malattie cardiovascolari, il diabete, l’ipertensione, le dislipidemie, ecc.

In quali casi è bene seguire la Dieta Zona?

Io ritengo che la Zona sia oggi la migliore proposta nutrizionale condivisa tra l’altro da importanti istituti di ricerca come la Harvad Medical School per la prevenzione delle patologie metaboliche, ovvero quelle appena citate. Ciononostante la maggior parte delle persone la segue per dimagrire perché la Zona è molto efficace e consente di perdere solo e soltanto massa grassa senza intaccare la massa magra (che è tutto quanto rimane in un organismo senza il grasso, quindi sono organi, ossa, sistema immunitario, ecc.). A tutto vantaggio del metabolismo che in questo modo non viene rallentato, consentendo di mantenere senza fatica i risultati raggiunti. Ribadisco che tutto ciò si può ottenere senza rinunce e avendo in regalo più energia, più lucidità, più benessere.

Qualcuno invece segue la Zona per migliorare le proprie analisi, sia come glicemia, sia come colesterolo e trigliceridi; altri perché, nonostante siano in peso forma, si sentono sempre stanchi, nervosi, spossati e credono a ragione che questo metodo li possa aiutare; altri ancora scelgono di seguire la Zona perché vogliono migliorare le loro performance sia fisiche, sia mentali: non a caso viene adottata da molti atleti che, anziché seguire i luoghi comuni secondo i quali dovrebbero mangiare un sacco di carboidrati, scoprono che stanno molto meglio e rendono di più se mangiano in Zona. Oltre a ciò, bisogna sapere che la Zona è soprattutto un’alimentazione antinfiammatoria. L’infiammazione di cui si parla non è quella classica che procura dolore (che comunque può trovare un miglioramento), ma quella silente che, trascurata per anni, può creare i presupposti per molte patologie come quelle già citate.

dieta zona

Vi sono, per contro, dei casi in cui la Dieta Zona è sconsigliata?

Un’alimentazione antinfiammatoria è consigliabile a chiunque. Bisogna impostarla correttamente, ma non è difficile. Ci sono molti libri che guidano in questo percorso e che aiutano a scrollarsi di dosso tanti luoghi comuni inerenti l’alimentazione, smentiti tra l’altro dalle più recenti scoperte scientifiche. La Zona invece si basa su principi reali e comprovati, un po’ diversi da quelli obsoleti che ormai si sono dimostrati sbagliati e fuorvianti. Per esempio, chi lo direbbe che mangiare un piatto di pasta fa ingrassare (infiammare) come una tazza di zucchero all’incirca dello stesso peso? Pochi sanno che è più dimagrante e salutare una fetta di pane con un filo d’olio extra vergine d’oliva che senza olio. Anzi, i vecchi concetti direbbero proprio il contrario. Che dire poi dei carboidrati ritenuti innocui e per questo consumati in abbondanza? Invece mangiati in eccesso creano una fame perpetua che male si concilia con il benessere e la salute.

Come si è evoluta, nel corso degli anni, la Dieta Zona?

All’inizio, un ventennio fa, la Zona fece subito scalpore nel mondo per il controllo glicemico che consentiva di raggiungere, attraverso il quale il dimagrimento diventava facile e spontaneo, il senso di sazietà era prolungato, migliorava l’efficienza e tutto si otteneva semplicemente utilizzando il cibo in modo opportuno e consapevole. Ma non bastava questo a motivare il suo grandissimo successo. Sullo slancio degli studi di eminenti premi Nobel, la Zona indicava come incidere con l’alimentazione sulla sintesi di ormoni cruciali per il nostro benessere e la nostra salute. Eravamo agli albori del controllo dell’infiammazione. L’importanza degli omega-3 dei pesci e dei polifenoli della verdura e della frutta, entrambi già presenti fin dall’inizio nel programma alimentare, veniva potenziata via via dalla conferma di studi che nel frattempo non hanno mai smentito le basi del metodo, anzi l’hanno rafforzato.

dieta zona

Capsule Omega-3

Quali vantaggi ha, la Dieta Zona, rispetto ad altre diete?

Se per dieta si intende un programma dimagrante, il vantaggio della Zona sta nel fatto che consente di dimagrire senza fatica e in modo naturale perché indica come agire su uno dei maggiori meccanismi biologici che determinano l’accumulo di massa grassa (l’eccesso di insulina determinato soprattutto dall’eccesso di carboidrati). Questo ormone, se modulato correttamente con il cibo, non solo non accumula grasso, ma permette di accedere ai grassi depositati, consumandoli. Tutto ciò avviene in modo mirato e non casuale come invece accade nelle altre diete che quindi richiedono più sforzi e più rinunce. Senza contare che dimagrendo con altri metodi, come per esempio quelli iperproteici, non si impara come mangiare in modo coerente alle proprie necessità e quindi si rischia di vanificare il proprio impegno perché poi si ingrassa di nuovo. Con la Zona questo non succede.

Se invece per dieta si intende “stile alimentare”, la Zona, come dicevo, è un eccellente metodo che mette in pratica gli studi nutrizionali più avanzati per la prevenzione di molte patologie. Quindi rappresenta una soluzione semplice ed efficace sia per chi vuole evitare o ritardare l’insorgenza di alcune malattie, sia per chi è già malato e vuole usare il cibo come un farmaco, come diceva Ippocrate, il padre della medicina.

Quali potrebbero essere i cinque consigli preliminari da dare a chi inizia la Dieta Zona?

  1. capire anche sommariamente i principi su cui si basa il metodo per evitare di incorrere in errori involontari. Per esempio, per la Zona le calorie non sono così importanti e pertanto per dimagrire non si deve mangiare meno del necessario. Con la Zona si dimagrisce perché si controllano gli ormoni, molto spesso mangiando più di prima.
  2. impostare il metodo in modo individuale. Seguire i consigli di qualcuno che l’ha adottata con successo non garantisce il risultato. Per soddisfare le proprie necessità, basta seguire le indicazioni che si trovano sui libri, ma ci si può anche affidare a un serio professionista del settore che può avviare correttamente le persone in questo percorso
  3. imparare a conoscere il cibo per la sua reale valenza metabolica. Non è necessario diventare esperti per essere consapevoli del fatto che il pane e la pasta stimolano moltissimo l’insulina, contrariamente alla verdura e alla frutta che, oltre a indurre una minore secrezione insulinica, sono ricche dei preziosissimi polifenoli, completamente assenti nei cibi raffinati. Bastano poche nozioni per imparare a scegliere senza penalizzare il gusto e il piacere
  4. rendersi davvero conto che i grassi ben scelti e usati con sapienza possono aiutarci a dimagrire e a star bene. Oltre a rallentare l’assimilazione dei carboidrati, a tutto vantaggio della linea e della salute, alcuni tipi di grassi come gli omega-3 abbassano la risposta insulinica e riequilibrano l’organismo che così funziona meglio
  5. anziché adottare la Zona come una banale dieta dimagrante, accoglierla come una eccellente proposta nutrizionale utile a migliorare la propria vita

Ringraziamo la Dr.ssa Braga ed Enervit per averci permesso di realizzare l’intervista.