La dieta Weight Watchers è un metodo incentrato sull’educazione alimentare e sull’adozione di uno stile di vita più sano, finalizzato al dimagrimento e al successivo mantenimento del peso ideale. La Weight Watchers (che letteralmente significa “Controllo del Peso”), è stata ideata agli inizi degli anni ‘60 da Jean Nidetch, una casalinga newyorchese che, combattendo da anni con il sovrappeso senza mai ottenere successi, decise di studiare in prima persona il problema. Prese quindi l’abitudine di riunirsi periodicamente con un gruppo di amiche per scambiarsi supporto tecnico e psicologico, opinioni e rimedi per combattere insieme la quotidiana lotta alle calorie in eccesso. Jean si appoggiò in seguito ad un gruppo di medici americani, assieme ai quali elaborò scientificamente la dieta, ma tenendo sempre in grande considerazione l’aspetto psicologico e il concetto dell’auto aiuto. Il sistema ideato dall’intraprendente casalinga prevedeva dunque un regime ipocalorico (1200/1300 calorie), combinato a riunioni settimanali con il gruppo di supporto. La trovata ebbe un tale successo che nel 1963 la Nidetch fondò la Weight Watchers Inc., una compagnia della quale entrarono a far parte manager, dietologi ed esperti di marketing, acquisendo in pochi anni dimensioni internazionali.

In Italia, il metodo si diffuse nel 1973, restando sul mercato fino al dicembre 2006. In altri Paesi, invece, il business funziona ancora alla grande, come in Francia, dove si calcola che nel corso di un anno si tengano quasi 2.000 riunioni, con una partecipazione complessiva di circa 45.000 persone. Durante la sua lunga fortuna, il metodo Weight Watchers, partito come semplice dieta, ha conosciuto una certa evoluzione, divenendo un vero e proprio sistema di alimentazione volto non solo al dimagrimento, ma anche al mantenimento del peso. Parlando di dieta Weight Watchers, appare quindi corretto considerarla come un modello alimentare vero e proprio piuttosto che come un insieme di regole finalizzate a dimagrire X chili in Y giorni.

Dieta Weight Watchers: in cosa consiste

La dieta Weight Watchers, si basa su un sistema a punti e prevede tabelle molto precise per l’assegnazione dei punteggi ai diversi cibi (basati sulle quantità di carboidrati, fibre, proteine e grassi). A ogni persona viene quindi assegnato un punteggio complessivo da esaurire nell’arco della giornata (da 18 a 30 per le donne e da 22 a 35 per gli uomini), scegliendo liberamente qualunque porzione di alimenti catalogati. L’importante è non superare il punteggio massimo. Sulla base delle tabelle formulate è dunque possibile formulare dei menu giornalieri che non superino il punteggio assegnato, combinando i diversi pasti. Secondo i dettami del metodo Weight Watchers è inoltre possibile, nel caso si risparmiassero alcuni punti, utilizzarli in altre occasioni (fino a un massimo di 10 punti). All’inizio di ogni settimana il conteggio viene quindi azzerato e si riparte daccapo.

In linea di massima, la dieta Weight Watchers favorisce i cibi a basso contenuto di grassi e prevede tutta una serie di strategie collaterali, come partecipare settimanalmente agli incontri di gruppo per controllare i progressi e raccontare le difficoltà, approccio molto simile ai gruppi di ascolto diffusi negli Stati Uniti per affrontare problemi  di dipendenza. In quest’ottica, si lascia molta responsabilità individuale al paziente che non deve “sgarrare”, ovvero non deve superare la quota di punti prefissata.

La dieta non prevede inoltre un periodo massimo e nelle intenzioni dell’ideatrice, la Weight Watchers, proponendosi con un modello alimentare, è perseguibile anche dopo il dimagrimento desiderato, tarando opportunamente il nuovo ammontare quotidiano di punti permessi.

Dieta Weight Watchers: punti deboli e punti di forza

Pur essendo un regime alimentare sufficientemente equilibrato e vario, la dieta Weight Watchers è abbastanza restrittiva e nella sua variante più rigida necessita la compilazione di un diario alimentare con la pesatura di tutti gli alimenti. I punti deboli della dieta sono quindi essenzialmente legati  alla scarsa sostenibilità a lungo termine: poca attenzione al senso di sazietà, combinata alla bassa appetibilità delle ricette proposte divengono i punti che maggiormente giocano a sfavore di questa dieta. In parole povere, la dieta Weight Watcher ha perso interesse poichè il soggetto si rende conto che per rimanere magro deve stare a dieta per tutta la vita. Inoltre, sebbene chi effettua esercizio fisico riceva punti bonus, la dieta non prevede alcuna indicazione sulla necessità di praticare esercizio fisico, trasmettendo il messaggio fuorviante che sia possibile dimagrire stabilmente e conservare il peso forma mantenendo uno stile di vita sedentario. Di contro, l’alto senso di responsabilità del paziente gioca invece a favore del metodo Weight Watchers: non esiste infatti una tabella che indica i cibi da consumarsi a colazione, pranzo, cena, ma solo i punti massimi consentiti. Il paziente ha dunque piena libertà e responsabilità nell’associarli. Trovarsi in gruppo per raccontare successi e insuccessi è quindi un modo per responsabilizzare e motivare chi segue la dieta.