La dieta per vivere a lungo è stata sperimentata da uno scienziato italiano, Valter Longo, presso la University of Southern California e l’Istituto Firc di oncologia molecolare di Milano e si basa essenzialmente sui seguenti principi: va seguita sotto controllo medico, va applicata per cinque giorni ogni tre oppure sei mesi, comporta un ridotto apporto proteico ed in compenso si configura come mix di carboidrati, grassi e micronutrienti. Oltre a far dimagrire, la dieta per vivere a lungo dovrebbe permettere di prevenire molte patologie, tra cui diabete, obesità, tumori e malattie che interessano l’apparato cardiovascolare.

Tutto questo piano, se seguito alla lettera, sembra promettere di vivere almeno dieci anni di più: lo scienziato italiano l’avrebbe testato personalmente su se stesso e l’ha presentato come una strategia alimentare che si avvicina molto al digiuno ma che in effetti non lo è.

Dieta per vivere a lungo: come funziona

La dieta sperimentata da Longo è una sorta di riprogrammazione del corpo, con lo scopo non solo di farlo invecchiare più lentamente ma anche di farlo ringiovanire, andando ad incidere sul sistema immunitario, oltre che a far dimagrire.

In base allo studio compiuto, sembra che grazie a tre cicli di questa dieta simile al digiuno, somministrata ogni mese, i volontari abbiano ridotto i fattori di rischio e i biomarcatori dell’invecchiamento, del diabete, del tumore e delle malattie cardiovascolari, senza comportare particolari effetti collaterali. Dopo questo breve periodo di digiuno (ricordiamo che il tutto va eseguito sotto stretto controllo medico, vietato assolutamente il fai da te, quindi), i volontari sono tornati alle proprie abitudini quotidiane e in tutti i casi si sarebbe verificato un effetto positivo su di essi.

Dieta per vivere a lungo: controindicazioni

Come già ampiamente sottolineato, questa dieta va eseguita soltanto sotto stretto controllo medico. Il medico deve valutare le condizioni di salute in generale del paziente e capire se possa affrontarla oppure no. In caso contrario, si potrebbero dover sopportare pesanti conseguenze negative, anche piuttosto gravi. Estrema prudenza va applicata anche nei casi in cui il paziente sia diabetico, per via dei particolari farmaci di cui fa uso.