La maggior parte di noi sono in eterna lotta con il proprio peso corporeo e siamo costantemente a dieta, per poi renderci conto che i risultati non arrivano o, se arrivano, solo solo momentanei.

Questo accade perché non sempre la perdita di peso è motivata dal giusto intento: non si deve perdere peso perché sono gli altri a dircelo o a consigliarlo, ma solo se siamo noi stessi a volerlo davvero. Questo, almeno, è quanto emerso da una recente ricerca.

Lo studio è stato condotto dal Dipartimento di nutrizione umana dell’Universita’ di Otago (Nuova Zelanda) su 1600 donne fra 40 e 50 anni, il decennio in cui le donne sono maggiormente a rischio di aumentare di peso. A tutte le donne che hanno partecipato all’indagine è stato chiesto di associare alle diverse motivazioni per cui avevano deciso per una alimentazione sana un valore proporzionale su una scala da 1 a 100.

Caroline Horwath, autrice dello studio, ha pubblicato i risultati sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, commentando:

Abbiamo osservato che a ogni aumento di 10 unita’ nella valutazione di motivazione autonoma corrispondeva 1,4 kg di peso corporeo in meno, equivalente a un 2% in meno di Imc (indice di massa corporea) in una donna di massa corporea media.

Questo sta ad indicare che non solo una motivazione personale, legata alla volontà di mangiare sano per la salute generale del corpo, aiuta a perdere peso ma anche a mantenere i risultati ottenuti perché cambia radicalmente il proprio rapporto verso il cibo e l’alimentazione sana diventa un’abitudine consolidata, non un regime temporaneo.