Il problema di non riuscire a dimagrire nonostante si stia a dieta è molto diffuso e prende il nome di “metabolismo lento”; al contrario, c’è chi mangia quel che vuole e non ingrassa di un etto: ecco il cosiddetto “metabolismo veloce”. Si tratta, tuttavia, di convinzioni diffuse, ma che non corrispondono alla realtà.

Shape Up America, un’organizzazione no profit statunitense ha pubblicato un documento per far conoscere il metabolismo e per chiarire i falsi miti e le leggende che circolano a riguardo, come scritto in precedenza. Il metabolismo basale, ad esempio, è chiamato “pigro” e viene additato come il colpevole dei chili troppo; a dire la verità, non è quasi mai così: “Ognuno di noi ha un proprio metabolismo basale e ci sono parametri che lo determinano su cui non possiamo agire neppure volendo: intanto, diminuisce di circa il 2% ogni dieci anni a partire dai 30 anni, perché dopo i 25 si arresta la crescita della massa ossea. È più alto negli uomini rispetto alle donne perché è proporzionale alla massa muscolare, più abbondante nel sesso maschile; a parità di peso, inoltre, una persona più alta “brucia” più energia perché deve far “viaggiare” di più sangue, nutrienti e così via. Infine, conta certamente anche l’assetto genetico”, spiega Roberto Castello, Roberto Castello, presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi e responsabile dell’Unità di endocrinologia al Policlinico Universitario di Verona.

METABOLISMO BASALE

Il metabolismo basale incide per il 60-70% della spesa energetica totale, poiché per far funzionare l’intero organismo serve un elevato numero di calorie. Per misurarlo, seppur in maniera grossolana, è possibile considerate alcuni parametri come peso, altezza, sesso ed età; invece, la misura precisa avviene tramite la calorimetria: è un esame a cui sottoporsi a completo riposo, con il quale si quantifica sia l’ossigeno consumato che l’anidride carbonica prodotta, entrambi collegati al dispendio energetico. In alternativa, è possibile ricorrere ad altri due metodi:

  • impedenziometria, un test che misura la resistenza dei tessuti al passaggi di una piccola corrente, informando così sulla quantità di massa magra e massa grassa presenti;
  • plicometria: stima il grasso sottocutaneo in punti specifici del corpo, pizzicando la pelle con uno speciale strumento.

IL PROBLEMA DELLA TIROIDE

Gli ormoni tiroidei sono quelli che più incidono sul metabolismo, poiché lo regolano nella maggior parte dei tessuti. Le persone che soffrono di ipotiroidismo e ipertiroidismo hanno un metabolismo basale che ha una velocità diversa dal normale, portando conseguenze sullo stato di salute generale:

  • ipertiroidismo: l’ndiviuo dimagrisce pur mangiando più del solito, è iperattivo, suda molto e a il battito cardiaco accelerato;
  • ipotiroidismo: perde l’appetito – contrariamente a quanto la maggior parte delle persone pensano -, ha perennemente sonno, soffre il freddo e ha il battito cardiaco rallentato.

A cura di Jessica Di Giacomo

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