Per ritrovare la forma fisica sono milioni le persone che ricorrono all’utilizzo delle diete, che possono essere più o meno efficaci. La dieta metabolica, ideata dal Dottor Mauro di Pasquale, medico Canadese dalle palesi origini italiane, vede una divisione alquanto rigida di carboidrati, grassi e proteine. Un meccanismo, come per tutte le diete, volto a far perdere peso all’individuo andando a ridurre anche la fame.

Ma come funziona la dieta metabolica? Considerata come “il santo Graal delle diete”, la dieta metabolica promette di far perdere peso in poco tempo e questo avviene se s’insegna al proprio corpo a bruciare i grassi utilizzando come fonte di energia, al posto dei soli carboidrati, anche il grasso accumulato. Per questo motivo la dieta prevede un basso apporto di carboidrati, per indurre così il proprio organismo a sfruttare la seconda fonte (il grasso) come energia. Come per ogni dieta questa varierà, ovviamente, a seconda dell’individuo, della sua salute fisica e del suo metabolismo. Attraverso il libro creato dal dottor Mauro di Pasquale si può capire quali cibi mangiare e in che quantità a seconda dell’individuo e del suo metabolismo. Come in qualsiasi dieta si può partire lentamente – e per questo si avranno dei risultati solamente a lungo andare – o più rapidamente, lanciandosi a capofitto nella dieta stessa.

In genere, come per ogni dieta che si rispetti, viene sempre consigliato di fare un periodo di prova che può durare fino alle quattro settimane durante la quale si viene sottoposti ad una drastica riduzione di zuccheri. Questo periodo, della durata di due settimane, può essere diviso in due parti con dodici giorni di scarico e due di carico: nel primo ci sarà un basso apporto di proteine e carboidrati, ma al contrario, un’alta introduzione di grassi. Questo vedrà infatti un apporto pari al 50-60% di grassi, 3-50% di proteine e 30 grammi di carboidrati. Nella seconda fase invece si verificherà l’opposto, con un maggiore apporto di carboidrati e uno minore di grassi e proteine: con 30-55% di carboidrati, 25-40% di grassi e 15-30% di proteine. Secondo quanto appurato dallo stesso dottore questo metodo aiuterebbe a far bruciare i grassi all’organismo. Questa prassi permetterà di ritrovare il “punto di equilibrio metabolico” che aiuterà non solo a perdere peso e grasso ma anche a conservare la massa muscolare.

Come per ogni dieta è normale che si verifichino, specie nei primi giorni, degli effetti collaterali. Questi, specie nella prima fase, possono essere causati per un basso apporto di carboidrati e non è strano che sorgano dolori muscolari ma anche stanchezza, affaticamento e nausea. In questo caso potrebbe essere utile aumentare lentamente le dosi di carboidrati fino a quando non viene raggiunta la quantità che fa ristabilire il benessere psico-fisico. È ovvio che se questi sintomi persistono nonostante siano stati apportati dei cambiamenti alla dieta, questa non fa decisamente al caso proprio.

Una volta capite le dosi da bilanciare – e una volta che il proprio organismo è diventato una macchina brucia grassi a tutti gli effetti – si può procedere con un’ulteriore seconda fase nella quale verranno ridotti i giorni di scarico, da 12 a 5, e servirebbe per mantenere ciò che si è ottenuto con la prima fase, durando per altre due settimane. Qui, sia i cinque giorni di scarico che i due di ricarica, possiedono le stesse percentuali di grassi, carboidrati e proteine della prima.

Dieta metabolica: i cibi

Sebbene nella dieta, nella fase di scarico, vi sia un basso apporto di carboidrati, secondo  il dottor Di Pasquale si possono assumere alimenti come carne e formaggi ad alto contenuto proteico. Tra le carni concesse senza basarsi sulla loro grammatura ci sono pollo, coniglio, manzo, cavallo, vitello, tacchino ma anche salsiccia, agnello, bresaola, prosciutto crudo e cotto. Per quanto riguarda il pesce si può scegliere tra spigola, orata, tonno, merluzzo e salmone, mentre invece tra  i latticini e formaggi si possono mangiare parmigiano, pecorino, ricotta e ancora latte intero, e yogurt intero. Durante la dieta è possibile mangiare anche frutta fresca – come ananas, arance, mandarini, mele, pesche e albicocche -, frutta secca – come i pistacchi – e ancora moltissime verdure – tra alcune anche zucchine, melanzane, spinaci, funghi e finocchi – e condimenti come burro, olio extravergine, sale e pepe e maionese.

Al contrario, invece, ci sarà un basso apporto di sali minerali, antiossidanti (derivati da frutta, verdura, cereali e legumi), ma anche vitamine e fibre. Per questo motivo la dieta metabolica può risultare assai difficile da intraprendere e può riportare degli effetti indesiderati se non vengono scelti i giusti ingredienti in maniera del tutto ponderata. Per questo motivo la dieta deve essere prescritta da un medico specialista come un dietologo il quale saprà bilanciare in maniera quantomeno salutare tutti gli alimenti con le caratteristiche richieste nel corso delle due fasi.

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