Tutti ne parlano, molti l’elogiano, dal 2010 è entrata persino a far parte del patrimonio culturale immateriale dell’umanità riconosciuto dall’UNESCO, e da anni è ai primi posti delle classifiche delle diete più salutari (leggi qui le classifiche del 2014 degli esperti americani).

In realtà, però, una Dieta Mediterranea vera e propria non esiste: i greci mangiano diversamente da italiani e spagnoli per non dire dei marocchini. Eppure la Dieta Mediterranea è un regime alimentare ispirato proprio a quello di questi quattro Paesi e, in minor misura, a quello di tutte le regioni costiere degli altri che si affacciano sul Mar Mediterraneo (Francia, Croazia, Slovenia, Turchia ….)

Alle sue origini c’è l’osservazione, fatta a metà del secolo scorso, sulla minor incidenza di problemi cardiocircolatori della regione. La consacrazione sarebbe arrivata nel 1969 grazie allo studio cosiddetto “delle 7 Nazioni” che attraverso l’analisi comparata delle abitudini dietetiche di 12.000 individui riconobbe inequivocabilmente alle tradizioni alimentari delle regioni che si affacciano sul Mare Nostrum effetti benefici a lungo termine.

Capisaldi della dieta, quindi, vanno considerati gli usi comuni a tutti i Paesi considerati, in particolare l’abbondante consumo di olio d’oliva, frutta, ortaggi, erbe aromatiche, spezie, pesce, vino rosso (in quantità moderate), cui si aggiungono cereali e legumi, frutta secca, carni bianche e latticini, mentre le carni rosse e cibi ipercalorici come i dolci restano riservati alle occasioni speciali.

Si tratta di un’alimentazione che grazie ai fosfolipidi del pesce, agli acidi monoinsaturi dell’olio d’oliva, alle fibre, ai sali minerali, alle vitamine e ai fenoli di frutta e verdura, ai flavonoidi del vino è utile, oltre che per preservare la salute del cuore, con un diminuito rischio di patologie cardiache, effetti positivi sul controllo della pressione sanguigna e del colesterolo nocivo (LDL), anche nella prevenzione dei tumori e, secondo studi recenti, per proteggere il cervello dal declino senile e prevenire il diabete (vedi qui gli effetti dell’olio d’oliva sul diabete)

Niente piattoni di pasta o pizza, dunque, ma piatti della tradizione più povera: minestroni, pasta e fagioli, risi e bisi dove i cereali giocano un ruolo da comprimari e non da protagonisti assoluti e hanno lo scopo principale di apportare energia a basso costo.

In pratica per Dieta Mediterranea si intende un modello che si rifà agli usi alimentari degli anni ’50 e che, almeno in Italia, era stato ampiamente abbandonato negli anni del boom economico in favore di una dieta più ricca e opulenta (clicca qui per sapere come si struttura e cosa si mangia).

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