C’è stato un lungo periodo della mia vita in cui le più semplici norme di buonsenso alimentare erano materia oscura. Provenendo da una famiglia di genitori lavoratori, e dovendo convivere sin da piccolissima con l’arte di arrangiarsi, spesso anche a casa di nonni o vicini di casa, sono cresciuta con il fai-da-te alimentare e senza una direzione ben precisa: questo fa bene, questo fa male… a volte non ci si pongono i problemi perché non si ha nemmeno coscienza di essi. Credo che in molti siano cresciuti come me, con genitori che, troppo affaccendati per “tirare avanti” la famiglia, non avessero tempo da dedicare ad informarsi sul cibo, e così, facevano del loro meglio, in un mix tra quel che avevano imparato a loro volta dai loro genitori e soluzioni moderne un po’ più pratiche quando il tempo per mettersi a tavola insieme era poco e i ritmi casalinghi frenetici. Il risultato (io), è stata una completa cecità sui principi nutrizionali, che erano evidentemente squilibrati (e si vedeva sia nel mio fisico che nel mio stato di salute), ma senza avere la percezione di ciò che fosse sbagliato.

CAMBIARE STILE ALIMENTARE = INFORMARSI

Quando mi decisi a mettere ordine nel mio stile di vita, molti anni più tardi (praticamente da adulta), e di cambiare il mio modo di mangiare, cominciai anche ad informarmi leggendo libri di nutrizione ed alimentazione, e da lì scoprii l’acqua calda. Come ci si nutre. Qualcosa che facciamo tutti i giorni, tre volte al giorno, senza avere realmente idea di ciò che stiamo facendo a noi stessi. Da allora non ho più smesso di leggere e di appassionarmi al cibo, il modo che abbiamo di curarci e di far funzionare bene il nostro corpo.

Ma se vi sentite “persi” nel mondo dell’alimentazione e confusi su cosa dovreste fare, non è proprio tutta colpa vostra… infatti la situazione in Italia non aiuta.

Cereali e legumi fanno ingrassare? Ecco cosa ci propongono

Nelle riflessioni preliminari di “VegPyramid Junior”, il pediatra e nutrizionista Leonardo Pinelli afferma che il mondo della nutrizione negli ultimi anni ha subito una rivoluzione: se prima i medici e i nutrizionisti raccomandavano di assumere proteine tramite le uova, il ferro dalla carne rossa e invitavano a consumare latte vaccino a volontà, oggi gli esperti internazionali suggeriscono un’alimentazione basata su cereali integrali, verdure a foglia verde, legumi, soia e frutta fresca, frutta secca e legumi oleosi. Perché questo cambiamento?

Pinelli indica che l’alimentazione basata sui prodotti animali è scientificamente collegata a malattie gravi (di tipo cardiocircolatorio, tumori e diabete) e obesità. Tuttavia, i principi basilari dell’alimentazione in Italia faticano ad arrivare, specialmente ai bambini e ai giovani: alla mancanza di informazioni si aggiungono gli interessi delle industrie alimentari, che grazie all’assenza di line guida nutrizionali (le ultime per l’Italia risalgono al 2003) lancia messaggi che nascondono una logica del profitto, considerando i cittadini non come persone, ma come consumatori. Da qui un disorientamento generale sui fatti alimentari. E se negli altri Paesi europei è la scuola a fornire gli strumenti ai bambini per dettare delle linee nutrizionali sane, in Italia manca anche quella. Insomma, è più facile e veloce scaldare piatti pronti che non “perdere tempo” a cucinare.

SFATIAMO ALCUNI MITI SULLA DIETA MEDITERRANEA…

Dagli anni Settanta – scrive Pinelli – comincia il lento declino della dieta mediterranea, i cui benefici universalmente riconosciuti cominciano ad essere dimenticati o messi in discussione: nozioni erronee come quelle che i cereali (pasta, riso, farro, orzo, miglio, ecc) e i legumi fanno ingrassare, hanno fatto nascere il sospetto verso alcuni alimenti che sono in realtà i migliori per la nostra alimentazione. Secondo l’Accademia Americana di Pediatria, un’alimentazione basata sugli alimenti vegetali è infatti ritenuta, fin dal 1977, “in grado di assicurare a lungo termine uno stato di salute ottimale, e [che] diete a base vegetale integrate con latte o con latte e uova sono nutrizionalmente simili a diete contenenti carne. Anche i vegetariani puri (vegan) possono essere ben nutriti se gestiscono la loro dieta con attenzione apportando sufficienti calorie, un buon equilibrio tra aminoacidi essenziali, e adeguate fonti di calcio, riboflavina, ferro, vitamina A, vitamina D,  e vitamina B12. Una dieta vegetariana ben equilibrata apporta benefici nutrizionali, come la rarità di obesità e una tendenza a più bassi livelli serici di colesterolo“.

IL TROPPO STROPPIA

Tuttavia, conclude Pinelli, nessuno vuole imporre alle persone una scelta vegetariana: la riduzione dell’assunzione di alimenti di origine animale è un primo importante passo di un percorso sul quale influiscono le informazioni a livello istituzionale, sull’impatto sulla salute e sull’ambiente. I danni alla salute dell’uomo derivanti da stili alimentari  squilibrati imporranno presto l’adozione di un regime alimentare più sicuro, andando a modificare le forti pressioni dell’industria alimentare che, sulla logica del puro profitto, spinge verso consumi sconsiderati di carne, pesce, latte, latticini e uova.