La dieta mediterranea costa meno dei fast food: questo quanto documentato da una ricerca portata avanti dall’Università di Bologna e per il quale la dieta costerebbe addirittura un terzo rispetto a ciò che si spenderebbe in media per del “cibo spazzatura”.

Un mito sfatato che per anni considerava i fast food più economici economici, quindi alla portata di tutte le tasche, ma i dati parlano chiaro. Tre diversi modelli alimentari sono stati messi a confronto: la dieta corrente, quella mediterranea e quella dei fast food: dalla ricerca è emerso come in una settimana, se passata tra fast food, si spenderebbe oltre i 130 euro per il “cibo veloce” – calcolato tenendo conto uno dei menu del McDonald’s – contro i 48 della dieta corrente; basterebbero invece due euro in più per una dieta mediterranea, sana ed equilibrata, con tutti i suoi benefici che comporta ad un’importante riduzione dei costi legati sanitari.

Per quanto riguarda i valori nutrizionali è emerso come la dieta più seguita vede alimenti con grandi apporti di grassi – per il 37% delle calorie totali – ma al contrario è povero di fibre, con uno scarso consumo di legumi: per questo motivo entra in campo la dieta mediterranea, bilanciata e decisamente salutare, ricca di cereali, verdura e frutta, ma carente di grassi saturi, seguendo quindi la tipica piramide alimentare. Un esempio concreto di come mangiare bene e stare bene.

A questo proposito Andrea Segré, agronomo ed economista – direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna e promotore dello studio – sarebbe opportuno istituire una Giornata Mondiale della Dieta Mediterranea che, oltre a riconoscere un vero e proprio patrimonio mondiale, va anche a trasmettere le giuste informazioni per uno stile di vita corretto e sano, aumentando la consapevolezza specie per quanto riguarda le fasce meno abbienti che, per via di una dieta non proprio corretta legata ai costi, spesso soffrono di patologie come diabete, obesità, osteoporosi o malattie cardiovascolari.

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