“Con la lentezza e la sicurezza dei fenomeni naturali la macrobiotica si sta diffondendo, ormai da quasi vent’anni, anche nel nostro Paese”. Così diceva Ferro Ledvinka il 30 aprile del 1980. Da allora la macrobiotica è stata valutata, screditata, rivalutata, temuta, male interpretata e ora, forse, torna lentamente alla ribalta più come terapia nutrizionale che come stile alimentare vero e proprio. Che la macrobiotica curi, è indubbio. Che aiuti a prevenire le malattie e i disturbi, pure. Eppure in molti la temono, forse perché hanno paura che dieta macrobiotica sia sinonimo di “non mangiare” o di fare delle rinunce improponibili.

Di base, c’è il fatto che il cibo che mangiamo può diventare sia la cura a tutti i nostri problemi, sia un veleno che assumiamo a poco a poco e che ci fa morire. Ciò che divide il primo scenario dal secondo è solo la nostra incapacità di cambiare atteggiamento, in particolare verso il cibo. E allora sfatiamo qualche mito.

LA MACROBIOTICA E’ UNA MODA?

E’ stata definita tale, come una dieta tra le tante da seguire due settimane per risolvere i propri problemi e via. In realtà la macrobiotica è uno stile alimentare e di vita a tutto tondo, che può essere seguita per una settimana, un mese, un anno o per tutta la vita. Di fatto, quando si prova la sensazione di essersi disintossicati dalle nostre pessime abitudini alimentari (quelle che ci portano tutte le malattie di cui soffriamo nell’arco della vita), è difficile voler tornare indietro, ed è ancor più difficile capire come si potesse “prima” avvelenare il proprio corpo in modo così inconsapevolmente stupido, magari in preda a delle dipendenze da determinati cibi.

YIN E YANG: CHE C’ENTRA L’UNIVERSO CON IL CIBO?

La teoria dello Yin e dello Yang indica semplicemente il modo in cui le forze naturali regolano l’universo. Tutte le cose che conosciamo, in natura, seguono questo andamento degli opposti che si completano. E’ così anche per il nostro corpo, quando “ci chiede” del cibo: il cibo yang (cibo di derivazione animale e dall’alto contenuto di sodio, che produce acidità nel sangue) si abbina a cibo yin (di origine vegetale, ricco d’acqua e di potassio, che produce alcalinità). L’abbinamento di questi tipi di cibi è vero in qualsiasi tipo di cultura nel mondo, e la macrobiotica è una presa di coscienza del funzionamento del nostro corpo ma anche di ciò che sta fuori dal nostro corpo.

LA CUCINA MACROBIOTICA PREVEDE CIBI STRANIERI?

Falso. Uno dei principi più validi della macrobiotica è quello che consiglia di scegliere in ogni Paese i prodotti agricoli locali, quelli che fanno parte della cultura e delle tradizioni alimentari più antiche del luogo. Ad esempio, l’alimentazione dei popoli latini (prima e dopo la fondazione di Roma) era basata sui cereali – farro, frumento, spelta e miglio – arricchita dall’apporto di verdure – rape bianche e cime di rape, ravizzone, ramolacci o cavoli selvatici, cicoria e cardi selvatici – e di leguminose – ceci gialli e neri, lupini, fave. I prodotti animali, principalmente formaggi e latticini, carni ovine, suine e pesce, erano consumati in piccole quantità, soprattutto durante l’inverno. L’olio di oliva era sconosciuto fino al V secolo a.c., fin quando cioè gli olivi non vennero trapiantati nel Lazio e nella Sabina. Tutto ciò è perfettamente in armonia con gli insegnamenti macrobiotici.

Tornerò prossimamente sulla questione dell’olio di oliva

Per ora, basti sapere che la saggezza di una dieta centrata sull’uso dei cereali integrali,  di verdure a foglie verdi e di ortaggi che crescono sotto la superficie del terreno (radici) o al suo livello (bulbi, come cipolle, porri, ecc.) sono la prima cosa da osservare in un’alimentazione di tipo macrobiotico. La dieta macrobiotica, dunque, è una dieta del buon senso, dell’equilibrio sia biologico che psicologico.