La dieta iperproteica è un regime alimentare dimagrante caratterizzato da un ridotto consumo di carboidrati, abbinato ad un elevato apporto giornaliero di proteine e grassi. Tra le più famose ricordiamo la Dukan, la Atkins, la dieta Plank e la Tisanoreica. Tali diete sono appositamente studiate per indurre l’organismo ad intaccare le riserve di grasso, favorendo un dimagrimento rapido e visibile già dalla prima settimana. In assenza di carboidrati, per produrre energia il corpo è infatti costretto a bruciare le cellule adipose accumulate, con conseguente riduzione della massa grassa. Tale processo metabolico crea tuttavia residui che vengono rilasciati nel sangue, dando origine al fenomeno detto “chetosi”. Le diete iperproteiche (altrimenti note come chetogeniche) sfruttano proprio la chetosi per indurre attenuazione dell’appetito ed una veloce riduzione della massa grassa. Il rovescio della medaglia è che tale meccanismo aumenta in modo esponenziale la produzione di scorie e tossine (corpi chetonici), sottoponendo fegato e reni ad un forte stress.

Le diete iperproteiche andrebbero quindi seguite sotto controllo medico ed esclusivamente per brevi periodi di tempo. L’accumulo di corpi chetonici ha infatti come effetto la diminuzione del pH dell’organismo, che di conseguenza sviluppa acidosi, con sintomi quali alitosi, aritmia, crampi muscolari, difficoltà di concentrazione, fiato corto, letargia, mal di testa, nausea e nervosismo.

Oltre al pH, altri valori da tenere sotto osservazione sono uricemia, creatinina e azotemia. Quest’ultima, in particolare, indica infatti la concentrazione di azoto nel sangue (prodotto di scarto del metabolismo delle proteine), permettendo di valutare la funzionalità renale. Un aumento dell’azotemia e della creatina (i cui valori normali sono rispettivamente da 10 a 50 mg per cento millilitri e da 0,6 a 1,2 mg%) evidenzia quindi un cattivo funzionamento dei reni, spesso messi a dura prova dalla dieta iperproteica.

Attenzione infine ai livelli di colesterolo, che in seguito ad una dieta ricca di carne e latticini, potrebbero innalzarsi, con conseguente aumento del rischio cardiovascolare.