La tendenza a ingrassare potrebbe dipendere dai geni. Sono loro a stabilire come metabolizziamo i grassi, gli zuccheri, come si sviluppa il senso di sazietà e persino i nostri gusti e il fatto che siamo più o meno ghiotti di cibi sani o ingrassanti.

Questa almeno la teoria su cui si basano quei centri che, a partire da 200 euro (ma si arriva anche a 1400 in un anno, secondo il centro e il programma scelto) offrono test del DNA con l’analisi di una ventina di geni che incrociati con altri dati tipo età, sesso e stato di salute ed eventualmente con un questionario su gusti e stili alimentare e di vita, e alcuni esami del sangue, permettono di fornire una dieta cucita addosso a ciascuno per dimagrire finalmente una volta per tutte.

L’idea è allettante e non priva di fondamento scientifico. Le diete consigliate sono sane ed equilibrate e viene fornita anche una consulenza e un’assistenza motivazionale a distanza (è il caso del pacchetto DNAslim della G&Life) o in apposito centro (vedi la Smart Diet dei centri LaClinique).

Il test si esegue presso il centro o con un kit spedito a casa e da rispedire al laboratorio, semplicemente passando un tamponcino sulle mucose interne alla bocca. E nel giro di due tre settimane arriva il responso, completo di dieta e consigli sull’attività fisica più adatta, il numero di pasti giornalieri eccetera.

Costi a parte, quindi, niente da eccepire. Avrete senza dubbio una dieta migliore della maggioranza di quelle che potreste seguire lasciandovi sedurre da uno dei tanti regimi di moda che promettono miracoli in tempi brevi.

Molti esperti però ritengono che, benchè i geni forniscano valide indicazioni, non siamo ancora in grado di trarre indicazioni conclusive e che siano solo uno dei tanti elementi che concorrono al sovrappeso e ai disordini alimentari. Enzo Spisni, docente di Fisiologia della nutrizione dell’Università di Bologna, fa un esempio illuminante proprio riferendosi a una ricerca della quale abbiamo già parlato in modo esteso (leggi il post) facendo notare come modificando il microbiota, ovvero l’insieme dei batteri della flora intestinale, di animali da laboratorio con lo stesso identico genotipo, alcuni diventano obesi e altri no.

Insomma l’analisi del DNA fornirebbe una visione parziale e limitata di un problema molto complesso e anche se sono stati individuati alcuni geni correlati all’obesità, sembra che questi influiscano comunque meno dell’ambiente e dello stile di vita nel provocare l’accumulo di chili.

Per il momento, insomma, l’entusiasmo per le diete generiche sembrerebbe prematuro e non del tutto giustificato. Resta il fatto che un centro che per 200 euro incrocia i vostri dati genetici, la vostra condizione e il vostro stile di vita e alimentare, oltre ai valori di glicemia, trigliceridi e colesterolo, per fornirvi una dieta mirata e fondata su regimi di provata salubrità (i centri LaClinique per esempio usano come dieta di riferimento quella Mediterranea), forse merita la spesa.

(Foto by InfoPhoto)