La dieta del Dottor Mozzi, anche conosciuta come dieta del gruppo sanguigno, si basa su un semplice presupposto, ovvero che la salute è strettamente legata a ciò che introduciamo quotidianamente attraverso l’alimentazione. Dal momento che non siamo tutti uguali, non tutti tollerano però gli alimenti allo stesso modo: uno dei fattori che più ci contraddistinguono in tal senso, sarebbe il gruppo sanguigno.

Sono gli antigeni che ‘popolano’ il sangue a definire il nostro gruppo sanguigno (0, A, B ed AB). Essi hanno il compito di allertare il sistema immunitario quando l’organismo entra in contatto con sostanze riconosciute come nemiche, tra cui virus e batteri, ma anche sangue di un gruppo differente (nel caso di trasfusioni errate, ad esempio). Dal momento che anche il cibo contiene antigeni, gli stessi alimenti possono quindi essere riconosciuti dal nostro organismo come “amici” o “nemici”, stimolando, nel secondo caso, una risposta immunitaria. Per questo motivo alcune persone tollerano bene un determinato alimento ed altre meno. Continuando ad introdurre cibi riconosciuti come nemici, il corpo andrebbe quindi incontro ad uno squilibrio, con possibilità di sviluppare patologie più o meno gravi.

La dieta del Dottor Mozzi è rivolta dunque non solo a chi desidera perdere peso, ma anche a coloro che vogliono migliorare la qualità della loro vita, mettendo la parola fine a fastidiose patologie.

Nello specifico, si tratta di un regime alimentare variegato, che non esclude a priori il consumo di certe categorie di alimenti, ma che, al contrari,o prevede un elenco specifico di cibi tollerati (o meno) per ciascuno dei quattro gruppi sanguigni. Gli unici nemici comuni, secondo quanto sostenuto dal Dottor Mozzi, sarebbero invece glutine, latte e derivati, responsabili di numerose patologie.

Nonostante sia molto seguita ed apprezzata, la dieta del Dottor Mozzi è stata al centro di un acceso dibattito, poiché da più parti considerata priva di fondamenta scientifiche. Lo stesso Dottor Mozzi ha in effetti spiegato che questa tipologia di dieta non deve essere considerata un dogma, in quanto il gruppo sanguigno non può essere l’unica variabile in base alla quale stilare un piano alimentare, poiché così facendo si tralascerebbero variabili individuali non poco rilevanti (tra cui la genetica). Il famoso naturopata consiglia quindi di imparare ad ascoltare i segnali che il nostro corpo ci invia, così da riconoscere l’effetto che gli alimenti provocano su ognuno di noi (obiettivo non certo facile da raggiungere).

Tra i pro segnaliamo invece che, in linea di massima, non si tratta di un regime alimentare potenzialmente dannoso per la salute e che molte persone che l’hanno seguito riferiscono di averne tratto grandi benefici.