L’estate sta finendo e come ogni anno torna il momento di pensare al rientro e alla necessità di accompagnare questo momento con un regime alimentare adeguato che aiuti a contrastare gli effetti non solo emotivi ma anche fisiologici che il cambiamento di ritmi, unito all’imminente cambiamento stagionale, provoca in tutti noi.

Una dieta del rientro, quindi, non deve solo cancellare nel più breve tempo possibile gli eventuali effetti degli stravizi vacanzieri o aiutarci a evitare l’effetto ingrassante di un improvviso ritorno alla sedentarietà, ma deve soprattutto aiutarci a ritornare nel miglior modo possibile al tran tran quotidiano.

Una dieta di transizione, insomma. Se però è abbastanza comune ciò che ci aspetta, cioè giornate piene di impegni, stress, sedentarietà e primi freddi, non necessariamente è uguale per tutti quello da cui si viene. Perché vacanza è sinonimo di libertà ed ognuno la declina a proprio modo.

Ed è evidente che la dieta del rientro non può essere uguale per chi ha vissuto vacanze iperattive all’insegna di sport e salute e chi invece viene da un break tutto relax e sedentarietà o ancora da un periodo di notti brave e stravizi di ogni genere.

Perché, se l’alimentazione di questo periodo deve mettere una pezza agli effetti dell’estate, il modo in cui l’avete vissuta diventa un elemento fondamentale dal quale non si può prescindere.

Ma anche le strategie per tenere sotto controllo la sindrome da rientro, con il suo corollario di depressione, difficoltà di concentrazione, irritabilità e stanchezza, dovranno essere modulate tenendo ben presenti gli effetti del tipo di vacanze che avete vissuto.

Per questo vi proponiamo non una, ma ben tre diverse diete del rientro, da scegliere in base al tipo di vacanza attiva e sportiva, rilassante e sedentaria o mondana e godereccia che avete vissuto.

Ma prima un consiglio che vale per tutti: nutritevi di probiotici (i cibi che apportano batteri benefici alla flora intestinale) e prebiotici (i cibi che favoriscono la crescita di una flora batterica equilibrata). In pratica fermenti lattici e fibre alimentari, specialmente solubili.

Un’alimentazione pensata per riequilibrare l’intestino è il primo passo per favorire il ritorno all’equilibrio fisico e psichico (diversi studi indicano che le cause nascoste di depressione e altre alterazioni dell’umore siano da ricercare nel tratto digerente).

Non per niente i nostri nonni erano soliti purgarsi a ogni cambio d’aria. L’alternativa è un’alimentazione ricca di yogurt e latte fermentato, o integrata con fermenti lattici in bustina, e di frutta, verdura, legumi o integrata con crusca d’avena e inulina, per il giusto apporto di fibre solubili.

E quelli che fossero tentati dall’idea di seguire una dieta drastica per buttar giù il prima possibile qualche eventuale chiletto si ricordino che in questo momento l’organismo deve affrontare cambiamenti di ritmo, ambientali e climatici che richiedono una giusta dose di proteine, vitamine, sali minerali ed energia.