Tra i centinaia di regimi alimentari atta a perdere peso e far ritrovare il benessere fisico all’individuo si trova anche la Dieta del gruppo sanguigno. Sviluppata dal naturopata americano Peter d’Adamo questa dieta inefficacia questa viene suddivisa, appunto a seconda dei vari gruppi sanguigni: 0 (zero), A, B e AB.

Ognuna di queste – sempre secondo d’Adamo – sarebbe nato in un periodo della storia specifico e per questo verrebbero assegnati degli alimenti definiti “benefici” – che quindi hanno un effetto positivo sul proprio organismo -, alimenti “Indifferenti” – che agiscono normalmente come dei semplici cibi – e, infine, gli alimenti da “evitare”, ovvero tutti i cibi considerati nocivi per l’eventuale gruppo sanguigno. Secondo il naturopata americano, infatti, alcuni alimenti contengono le leticine ovvero delle particolari proteine  contenute soprattutto nella soia – e che aiuterebbero a prevenire arteriosclerosi e ipercolesterolemia – che vanno ad influenzare – ognuno alla sua maniera – i quattro gruppi sanguigni.

Tuttavia prima di definire se questa dieta possa risultare più o meno efficace è sempre bene farsi un’idea di come la stessa viene suddivisa e strutturata.

I gruppi sanguigni e gli alimenti

Come spiegato, quindi, la dieta varierà a seconda del proprio gruppo sanguigno e per ognuno di questi vengono consigliati determinati alimenti che potrebbero conferire dei benefici, che possono risultare indifferenti e, al contrario, che sarebbero invece da evitare.

GRUPPO 0 – Secondo D’Adamo questo sarebbe il gruppo più antico, per questo ritenuto il “capostipite”, nato più di quaranta mila anni fa quando gli uomini erano dei cacciatori: per questo il tipo 0 sarebbe dotato di un fisico atletico, con un buon sistema immunitario e con la predisposizione per cibi di origine animale, quindi la carne. Al contrario, invece, risulterebbero particolarmente deboli per quanto riguarda la tiroide, in quanto in genere risulterebbe non funzionare alla perfezione. Tra i cibi consigliati per questo gruppo quindi sì a carni magre ma anche pesce, frutta e verdura; a risultare indifferenti le carni rosse – manzo e vitellone – e ancora fegato, spinaci e broccoli tra le verdure; da evitare invece i prodotti caseari – quindi formaggi – e ancora cereali come il pane e la pasta, legumi e riso. In genere l’individuo di tipo 0 sarebbe predisposto all’attività fisica quindi viene sempre consigliata un’attività fisica intensa e da evitare, assolutamente, di cadere nella sedentarietà.

GRUPPO A – Considerato come il gruppo dell’agricoltore, secondo D’Adamo il tipo A sarebbe comparso solamente con lo sviluppo dell’agricoltura – più di 15 mila anni fa -, che è ciò che poi ha contribuito a far cambiare le sue abitudini alimentari. Per questo motivo tra i cibi “benefici” spiccherebbero specialmente vegetali e cereali: sì quindi a farine d’avena, di segale e di riso, cibi a base di soia – come latte e formaggi – olio d’oliva e ancora lenticchie, semi di zucca e grano saraceno; tra i cibi indifferenti invece gli oli vegetali e l’ananas mentre tra quelli da evitare ci sarebbero invece la carne, agrumi come arance e mandarini e sogliole tra i pesci. Per quanto riguarda l’attività fisica, dato che in realtà quello dell’agricoltore sarebbe un lavoro ritenuto meno faticoso rispetto a quello del cacciatore, D’Adamo consiglierebbe dell’attività fisica rilassante.

GRUPPO B – Scoperto più di 15 mila anni fa il tipo B, ovvero il Nomade, in genere è dotato di un sistema digestivo ed immunitario abbastanza efficiente, basando la sua alimentazione soprattutto sulla pastorizia. Per questo motivo via libera a  carne e latticini, sempre e comunque entro i limiti: sì a carne anche abbastanza grassa (come quella di agnello), ma anche – appunto – latticini, pesce, cereali, frutta, verdura e riso; indifferenti rimangono anche le uova e la liquirizia, mentre tra gli alimenti da evitare si trova la carne bianca (pollo e maiale) e ancora frumento, pesce come crostacei e pomodori.

GRUPPO AB – Ultimo ma non meno importante, il tipo AB è considerato con un mix e risulta essere il gruppo sanguigno più recente essendo stato notato “solamente” più di mille anni fa. L’unione tra il gruppo dei Nomadi (gruppo B) e dei cacciatori (gruppo A), questo in genere potrebbe consumare a grandi linee tutti i tipi di cibi, facendo particolarmente attenzione a un gruppo specifico: sì a carne (tacchino e agnello), pesce, frutta e verdure, ma andrà fatta una particolare attenzione per i latticini, in quanto viene sempre consigliato di non esagerare. Tra i cibi da evitare invece maiale, pollo e manzo e ancora frutta tropicale, arance e funghi.

Come seguirla in maniera salutare

Se bene venga spesso screditata da moltissimi esperti in quanto definita inefficace ed infondata sulla base scientifica, sono ancora molti che invece scelgono la dieta del gruppo sanguigno. Come per qualsiasi regime alimentare, perché questo possa risultare efficace è sempre bene seguire il tutto alla lettera ma per preservare la propria salute è indubbiamente necessario che questa risulti ad ogni modo bilanciata e dev’essere accompagnata, ove possibile, anche da una costante attività fisica - che sia una volta al giorno piuttosto che due o tre volte a settimana. Per questo motivo è assolutamente sconsigliato seguirla in maniera autonoma, annotando da sé i menù giornalieri e le quantità di cibo da assumere.

Come ogni regime alimentare anche questo deve essere assolutamente seguito da una figura competente che sia il proprio medico, un dietologo o un nutrizionista in modo che questo possa mettere in atto la soluzione migliore a valutando la situazione e il bisogno di ciascun individuo.

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