Controllare l’assunzione di calorie non basta. Mangiare di continuo, invece di costringere l’organismo a ricavare energia dalle riserve interne, e non far riposare mai stomaco, intestino e fegato… è fondamentalmente e “storicamente” sbagliato. Sempre più dietologi e nutrizionisti iniziano a proporre un digiuno terapeutico, snellente e disintossicante, che potrebbe frenare l’invecchiamento regolando al meglio il metabolismo scombussolato.

Anche l’ultimissima ricerca diffusa in questi giorni sottolinea i benefici di un digiuno intermittente, che può essere praticato da chiunque non abbia patologie particolari. Un’équipe italiana in collaborazione con Usa e Inghilterra ha concentrato la sperimentazione umana su 4 punti ben precisi. Digiunare parzialmente per due giorni alla settimana, concentrando l’assunzione di cibo nelle prime ore del mattino. Ridurre le proteine animali e sostituirle il più possibile con quelle vegetali.

Luigi Fontana, il professore ordinario di medicina e nutrizione all’università di Brescia che ha collaborato allo studio in questione, spiega che i due giorni di dieta settimanale non devono essere consecutivi e “il digiuno non deve essere veramente completo”. Si può fare ad esempio una bella colazione ipercalorica, per poi cenare con un piatto di verdure, senza spuntini sparsi nel corso della giornata. Questa cena light e vegetariana, dovrebbe tra l’altro avvenire il prima possibile, perché come spiega Fontana “negli ultimi decenni l’uomo ha spostato i suoi ritmi di vita verso la notte, con effetti negativi sulla salute”.

La ricerca effettuata dal preparatore atletico Claudio Tozzi, storico guru italiano del “digiuno modificato”, si spinge anche più indietro nel tempo. Secondo Tozzi, la parola “digiuno” può spaventare ma in realtà l’organismo è perfettamente tarato per un alternanza tra periodi di abbondanza e carestie. Perché questa gestione di riserve ed energie fa parte di un patrimonio genetico preistorico.

Nel caso in cui si decida di mettere a riposo l’organismo con una giornata di digiuno ancora più “estrema” di quella descritta dal prof. Fontana, viene comunque consigliata una piccola vacanza dal lavoro e dagli impegni quotidiani, insieme al supporto di integratori alimentari ben precisi (glutammina, aminoacidi ramificati, Omega 3…) che contrasteranno perdita di massa muscolare ed eventuali giramenti di testa.