Tra i numerosi regimi alimentari reputati tra i più efficaci si trova anche la Dieta Atkins. Ideata dal Dr. Robert Atkins, la dieta – nota anche come Approccio Nutrizionale Atkins – si baserebbe su un’ulteriore regime alimentare trovato dallo stesso cardiologo statunitense sul Journal of the American Medical Association e utilizzato per risolvere il suo sovrappeso. Dopo aver ricevuto diverse critiche specialmente negli Stati Uniti, la Dieta Atkins è approdata anche in Europa e in Italia, riscuotendo un particolare successo.

Caratterizzata da una bassa percentuale di carboidrati, la dieta permetterebbe di raggiungere i primi risultati senza sentire troppo la fame e senza svolgere obbligatoriamente dell’attività fisica. Tuttavia questa non andrebbe comunque esclusa, anche se minima, perché anche il minimo movimento non fa altro che giovare alla propria salute: se proprio non ci si vuole impegnare con sport troppo “stancanti” si può sempre optare per una camminata veloce di almeno 20 minuti.

Con la riduzione dei carboidrati – sia farinacei, legumi secchi che frutta, dolci e bevande alcoliche -, quindi, il proprio corpo prenderà energia dalle scorte di grasso presenti nell’organismo e, bruciandole, si perderà così peso. Ma se da una parte vengono assunti meno glucidi, dall’altra questa mancanza viene compensata da alimenti che contengono invece grassi e, soprattutto, proteine. In questo caso non servirà il conteggio delle calorie, mangiando liberamente tutti gli alimenti ricchi di proteine.

Come per ogni dieta che si rispetti, durante la sua durata andrebbe abolito il consumo di bevande alcoliche, mentre la caffeina è consentita anche se in quantità minima. Ecco il programma della dieta Atkins, le sue caratteristiche e gli alimenti consigliati.

Dieta Atkins: caratteristiche e alimenti

La dieta Atkins si divide in quattro fasi: il primo periodo di approccio, la fase perdita di peso, la fase di pre-mantenimento e quella di mantenimento.

  • Durante la fase di induzione, che dovrebbe essere seguita per almeno due settimane, il proprio organismo andrà a regolare i livelli di glicemia e le prime riserve di grasso inizieranno ad essere smaltiti (chetosi). Vengono limitati quindi gli alimenti che contengono carboidrati con una quantità che non dovrebbe superare i 20 grammi al giorno. Da evitare quindi pasta, riso e cereali ma anche gran parte della frutta, dolci, qualche verdura e la margarina (che contiene grassi idrogenati). Sì invece a carne (pollame), pesce, molluschi, uova e verdura se con basso contenuto di glucidi. Sì anche a formaggi semi-morbidi con un massimo di 110 grammi. Durante questa fase della dieta dovranno essere integrati anche otto bicchieri di acqua al giorno.
  • Durante la fase della perdita di peso, si vedrà ancora la diminuzione dei carboidrati, se bene ogni settimana il limite di questi aumenterà di 5 grammi. Anche per questo periodo, quindi, andrebbero evitati totalmente i carboidrati complessi come pasta, pane e riso, mentre si possono iniziare ad aggiungere altri tipi di frutta e verdura tra cui semi, noci e legumi, ma anche il vino. Questa fase dovrebbe durare fino al momento in cui si raggiunge un peso distante 4,5 kg da quello a cui si mira.
  • Nella fase pre-mantenimento aumentano ancora i grammi di carboidrati da assumere, arrivando fino ai 10 grammi giornalieri, sempre continuando a perdere peso: in questo momento si potranno aggiungere frutti come pere, kiwi, prugne e, soprattutto, lo yogurt.
  • Nell’ultima e quarta fase, quella di mantenimento, si cerca comunque di mantenere tutte quelle abitudini apprese durante le tre fasi precedenti, cercando soprattutto di rilassarsi e riprendere le abitudini precedenti, spesso scorrette, che possono invece andare a vanificare tutti i sacrifici fatti, tornando a riprendere peso. Quindi si potrà tornare ad assumere alimenti contenenti carboidrati purché in quantità moderate, tra i 60 e gli 80 grammi al giorno.

Controindicazioni

Come ogni regime alimentare anche la Dieta Atkins prevede delle controindicazioni: come per tutte le diete iperproteiche – quindi ritenute poco equilibrate dato il basso contenuto di carboidrati – può recare dei danni ai reni, specie per gli individui che accusano già dei problemi. Per via anche del consistente contenuto di grassi, la dieta può portare anche all’insorgenza di malattie cardiovascolari. Può succedere inoltre, visto il grande numero di carboidrati bruciati, che il proprio organismo sia costretto a produrre dei corpi chetonici responsabili di sintomi come cefalea ma soprattutto affaticamento e nausea. Altri effetti collaterali che si possono manifestare ci sono costipazione, osteoporosi e ancora insonnia e tumore al colon. Per scongiurare in ogni caso ogni rischio, prima di ricorrere alla dieta in maniera fai-da-te è sempre consigliato rivolgersi ad una figura competente che può essere, sì, il proprio medico curante, ma ancora meglio a nutrizionisti o dietologi i quali sapranno trovare la soluzione più adatta e mirata a seconda della situazione.