La dieta alcalina – nota anche come dieta del pH o dieta acido-base – è un regime alimentare la cui nascita è stata attribuita a Robert O. Young il quale scrisse un libro a riguardo ma che tuttavia non vanta di un curriculum molto roseo: secondo alcune notizie lo stesso sarebbe stato arrestato nel 2014 non solo per truffa ma anche esercizio abusivo della professione medica e ben altri sedici capi d’imputazione.

Se bene il regime non abbia ancora trovato un riscontro scientifico per via della mancanza di prove cliniche – e per questo motivo non verrebbe raccomandata da figure competenti come nutrizionisti e dietisti – questo si basa sulla convinzione che alcuni cibi possano influire in qualche modo sull’acidità e sul pH dei fluidi corporei – ad esempio il sangue – volta a trarre dei benefici come prevenire e curare varie malattie, oltre che una lieve perdita di peso.

La stessa quindi consentirebbe un consumo libero – quindi senza un limite delle quantità – di cibi definiti “alcalinizzanti” che, secondo i sostenitori, diffondendosi nei tessuti corporei questa condizione andrebbe ad aumentare la resistenza dell’individuo nei confronti di batteri e virus, combattendo anche moltissime malattie – tra alcune anche patologie come la ritenzione idrica, il sovrappeso, cancro e calcoli renali – andando a garantire anche una maggiore efficienza per l’energia. Questo perché lo stesso pH corporeo verrebbe portato ad un livello superiore a 7.

Gli alimenti della dieta alcalina

Come per ogni dieta ci sono determinati alimenti da assumere mentre altri da eliminare. La dieta alcalina vedrebbe un consumo per il 20-30% di alimenti acidificanti, mentre per il restante 70-80% di cibi alcalini.

Tra i cibi da preferire ci sarebbero quelli integrali – come pasta al grano saraceno e pane integrale – mentre sarebbero da privilegiare le verdure senza limite di quantità – come carote, spinaci, sedano e broccoli, specie se mangiati crudi – e ancora legumi – come fagioli e frutta secca – , la frutta – a basso indice glicemico – come tra i molti agrumi, fragole, banane, mele, pere, ananas e melone.

Consigliato anche il pesce – specie spigola, trota, tonno e salmone – mentre sarebbero da limitare, o ancora meglio evitare, i latticini di derivazione vaccina e soia – che possono essere sostituiti invece con quelli di derivazione caprina grazie alle loro proprietà anti micotiche –, la carne, i cibi a base di grano – sostituendoli, appunto, con quelli integrali – e ancora riso bianco, zuccheri raffinati e bevande zuccherate, tè e caffè in quanto possono causare un’elevata acidità. Lo stesso vale anche per le bevande alcoliche (superalcolici e vino rosso), pomodori, cioccolato, noci e arachidi.

Pro e contro della dieta alcalina

Come ogni dieta che si rispetti anche in quella alcalina sono presenti dei pro e dei contro.

PRO - Tra i pro, come già spiegato, la dieta gioverebbe molto sulla salute in generale, aiutando a curare o prevenire determinate malattie, specialmente se affiancata ad una moderata attività fisica regolare. Oltre al benessere salutare il regime alimentare permette di beneficiare di una perdita di peso e questo grazie soprattutto ai cibi assunti, specialmente ricchi di fibre e con un adeguato apporto di acqua.

CONTRO – Tra i contro, invece, oltre ad essere una dieta non vista di buon occhio da moltissime figure competenti – quindi dietologi e nutrizionisti – la relazione di questa con i benefici nel curare determinate malattie e la perdita di peso non sarebbe ancora stata dimostrata da studi scientifici.

Anche il mito per cui si crede che questa dieta possa essere adatta anche per vegetariani e vegani sarebbe stato sfatato: questo perché, nonostante siano da limitare carne e latticini, possono essere presenti pesce e prodotti di derivazione caprina.

Inoltre questa dieta può non essere adatta per molte persone che soffrono di problemi di salute e per cui un regime alimentare di questo genere non risulterebbe consono, questo anche perché non sarebbe presente un apporto bilanciato per quanto riguarda carboidrati e grassi. Questa sarebbe inoltre controindicata soprattutto per gli individui ipertesi – che soffrono quindi di pressione alta – e che assumono quindi dei farmaci risparmiatori di potassio, che vanno a bloccare il riassorbimento di sodio e la secrezione di potassio, perché potrebbe esserci il pericolo di una concentrazione eccessiva di potassio.

Questo alto apporto di potassio può dare problemi anche a tutti coloro che soffrono di malattie ai reni in quanto questi hanno più difficoltà ad espellere l’ingrediente ed andare ad aggravare la situazione.

Per questo e in ogni caso, prima di scegliere questo tipo di dieta – ma anche qualsiasi altra esistente – è sempre meglio consultare il parere del proprio medico curante o di figure competenti in materia che sapranno sicuramente trovare la soluzione più opportuna con un regime alimentare adatto a seconda delle proprie esigenze.

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