Solo nel 2013 oltre 1,3 milioni di vittime, soprattutto per  i ritardi nell’identificazione certa della malattia.

Ridurre in maniera drastica i tempi delle diagnosi di tubercolosi da due mesi a due ore. Questa è la sifda lanciata dall’Oms e da Unitaid, l’iniziativa globale creata nel 2006 dai governi di Brasile, Cile, Regno Unito, Germania, Francia e Norvegia, in occasione della Giornata mondiale della Tubercolosi che si è celebrata il 24 marzo.

Il progetto prende il nome di Expand-Tb e interessa i 27 paesi più esposti alla malattia, con l’obiettivo di triplicare il numero di casi di MDR-TB diagnosticati.

In questo articolo consideriamo  tre aspetti importanti:

I laboratori: In molti paesi esiste solo un laboratorio centralizzato e tecnologicamente avanzato. A volte i campioni da esaminare dei pazienti devono essere inviati persino in un altro Paese per i test; spesso esami tradizionali possono metterci anche due mesi per avere un responso. Ma le nuove tecnologie permettono già, invece, di avere risposte, anche nei casi di resistenza in meno di due ore. Dal  2009 il progetto Expand Tb nei 27 paesi di basso e medio reddito ha incrementato i nuovi strumenti diagnostici. Ad esempio, in India, il 90% dei casi di MDR-TB individuati sono frutto dei servizi di supporto di Expand-Tb.

Le cure: circa 1,3 milioni di persone nel mondo sono morte a causa della TBC nel 2012. Le terapie sono vecchie, ma esistono due nuovi farmaci approvati, anche se con effetti avversi da non sottovalutare. Inoltre circa 20 vaccini sono in via di sperimentazione. Ci sono passi in avanti, e più in là si andrà verso la concretezza.

Le iniziative: tra di esse per tutta la giornata della Tubercolosi una jam session musicale in streaming via internet ha alternato interventi da oltre 40 paesi con gruppi e singoli cantanti e compositori con l’iniziativa ToBeContinued organizzata dall’Officina Globale della Salute-Stazione di Topolò.

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