Una ricerca tutta italiana, condotta dal Molecular Modeling & Drug Discovery dell’Istituto italiano di tecnologia, avrebbe portato alla messa a punto di nuovi sensori nanotecnologici per eseguire la diagnosi precoce dei tumori e per riconoscere eventuali sostanze tossiche presenti nel sangue. Alla ricerca ha partecipato anche l’Università di Padova.

Questi nuovi sensori nanotecnologici potrebbero essere quindi sfruttati per andare ad individuare sostanze illegali quali droga o farmaci dopanti (anche se presenti in dosi davvero minime) oppure per individuare con netto anticipo l’eventuale presenza di masse tumorali. Risultati davvero molto importanti, anche perché questi sensori potrebbero aiutare davvero molto in fatto di diagnosi precoce ma anche dal punto di vista della creazione di trattamenti sanitari altamente personalizzati.

Diagnosi precoce dei tumori: cosa sono i sensori nanotecnologici

Ma cosa sono, in concreto, queste nanoparticelle che svolgono la funzione di sensori? Si tratta di materiale artificiale prodotto in laboratorio, che dispone di un nucleo metallico centrale, formato da atomi d’oro, e che ha la capacità di riconoscere le sostanze con cui può entrare in contatto, velocizzando e semplificando il procedimento di individuazione delle sostanze ma anche consentendo di avere una diagnosi precoce in caso di tumori. E si sa quanto possa essere importante avere una diagnosi precoce in fatto di patologie oncologiche.