Avere un familiare malato di diabete potrebbe potenzialmente far aumentare il rischio di contrarre la medesima patologia (si stima che il rischio sia più alto di dieci volte). Il lato positivo del sapere che un familiare ha il diabete è che in questo modo si può prevenire la sua comparsa, adottando uno stile di vita e misure che possano contribuire ad evitarlo, soprattutto quando può esserci eventuale predisposizione genetica.

Secondo uno studio condotto in collaborazione tra l’Università di Göteborg (Svezia) e l’Università Federico II di Napoli, il diabete potrebbe andare a svilupparsi a causa delle dimensioni maggiori che presenterebbero alcune cellule del tessuto adiposo, che non riuscirebbero a svolgere la propria funzione – ossia immagazzinare grassi e a conservarli – facendo sì che il grasso vada ad accumularsi in zone in cui non dovrebbe essere presente (come cuore, fegato…) favorendo l’insulinoresistenza e quindi il diabete.

E se è vero che avere una familiarità in fatto di diabete aumenta il rischio di ammalarsi, è pur vero che alcuni fattori possono aiutare a prevenirlo. Attenzione e cura all’alimentazione prima di tutto ma anche attività fisica: grazie a questi accorgimenti si può influire positivamente sui marker epigenetici e spegnere i geni che potrebbero favorire la comparsa della malattia.

Lo studio può essere considerato ancora come preliminare e altri dovranno essere eseguiti per capire se sia possibile sviluppare bio marcatori predittivi presenti in altri tessuti in cui effettuare prelievi risulti assai meno invasivo. Seguendo questa strada, potrebbe essere ad esempio possibile, un giorno, prevenire la comparsa del diabete di tipo 2 in soggetti altamente a rischio.