Il diabete è una malattia metabolica che può rivelarsi piuttosto difficile e faticosa da gestire. Un problema che riguarda nel mondo circa 415 milioni di persone, un numero destinato a salire secondo il “7th Edition of the IDF Diabetes Atlas” fino a 642 mln (il 10% dell’intera popolazione mondiale) entro il 2040.

In Italia il diabete è stato diagnosticato a 3 milioni di persone, il 4,9% della popolazione italiana. Un ulteriore milione (1,6%) si ritiene presenti patologia senza tuttavia avere ancora ricevuto una diagnosi in merito. A queste si aggiungono 2,6 milioni di individui con difficoltà a mantenere nella norma le glicemie, fattore preliminare per lo sviluppo del diabete di tipo 2. Secondo le stime al 2030 i pazienti diabetici italiani saranno 5 milioni.

Una patologia che interessa gli adulti come i bambini, questi ultimi più soggetti al diabete di tipo 1 o T1DM (anche noto come diabete giovanile). Si presenta di solito in età pre-adolescenziale e si caratterizza come forma auto-immune, scaturendo dalla distruzione delle cellule beta-pancreatiche responsabili della produzione di insulina.

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L’incidenza del diabete di tipo 1 in Italia è tra i 6 e i 10 casi per 100.000 per anno nella fascia di età da 0 a 14 anni, come confermato dai rilievi di vari registri regionali, in 6,72 casi per 100.000 per anno nella fascia di età da 15 a 29 anni. I sintomi associati a questa patologia sono:

  • sete intensa e frequente bisogno di urinare;
  • perdita di peso rapida e improvvisa, nonostante la fame aumentata;
  • perdita di zuccheri nelle urine (glicosuria);
  • improvviso offuscamento della vista;
  • respiro pesante e faticoso;
  • alito acetonemico (con odore di mele marce o vinoso);
  • stanchezza;
  • ottundimento fino alla letargia;
  • stato soporoso, perdita di coscienza.

Essendo il diabete di tipo 1 una malattia cronica l’approccio terapeutico deve essere costante, tenendo conto di due aspetti fondamentali: il monitoraggio costante dei livelli glicemici del paziente e la somministrazione sottocutanea delle corrette quantità di insulina. A questi si aggiungono due ulteriori aree di altissima importanza come il controllo dell’alimentazione e una corretta attività fisica. Un errore in uno di questi passaggi può portare a squilibri glicemici anche importanti, che possono richiedere l’intervento medico anche d’urgenza.

I controlli devono essere effettuati molteplici volte durante l’arco della giornata, mentre le terapie devono essere somministrate sottocute per un minimo di 4 volte al giorno, anche più a seconda dei casi. L’alternativa è l’utilizzo di un microinfusore (pompa di infusione continua) 24 ore su 24. Molto si basa però sulla capacità del paziente di procedere all’automonitoraggio.

Le difficoltà di una corretta gestione del paziente diabetico aumentano in maniera esponenziale qualora si tratti di un bambino. I frequenti controlli dei livelli glicemici, le limitazioni connesse alle terapie e alla pressione sociale possono risultare inoltre un peso gravoso non soltanto per il piccolo, ma anche per l’intera famiglia.

Questo il quadro che emerge da un sondaggio promosso da Abbott, che ha visto coinvolti 600 genitori di bambini diabetici d’età compresa tra i 4 e i 14 anni, residenti in sette Paesi europei: Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Svezia e Paesi Bassi. L’indagine è stata realizzata da Opinion Health nel gennaio 2016.

Nello specifico il 67% dei genitori ritiene che il diabete limiti la vita di loro figlio. A causa della malattia il 19% è costretto ad assentarsi dalle lezioni scolastiche, mentre il 37% non risulta in grado di pratica uno sport. Pressione sociale che evidenzia nel 27% dei piccoli pazienti, che si sente emarginato dal proprio gruppo di amici.

Preoccupazioni che si evidenziano soprattutto quando il bambino non è sotto il controllo diretto dei genitori, sia che si trovi a scuola o che si trovi magari a casa di amici. Le paure sono legate ai minori controlli che vengono tendenzialmente svolti dai bambini, sia per imbarazzo nei confronti dei coetanei che per il fastidio e il dolore legati al tradizionale controllo del sangue mediante misuratore di glucosio.

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Paure che coinvolgono anche il futuro del bambino, ovvero la gestione della malattia a lungo termine, anche in età adulta. In questa direzione si muove il FreeStyle Libre System, un nuovo strumento di misurazione messo a punto da Abbott per evitare ai pazienti diabetici lo stress e l’eventuale imbarazzo derivati dal controllo dei livelli glicemici mediante puntura (solitamente della punta del dito).

Il sistema messo a punto da Abbott si compone di un sensore, da applicare sul braccio, e di un misuratore wireless. La lettura “senza fili” avviene in circa 1 secondo e può essere realizzata anche attraverso i vestiti, purché la distanza tra i due componenti sia compresa tra 1 e 4 centimetri.

Il sensore misura in maniera automatica i livelli glicemici, in un arco di 14 giorni, ricavandoli dai fluidi interstiziali. Nessuna necessità quindi di pungersi per ottenere la goccia di sangue, necessaria alla rilevazione tramite misuratore di glucosio, e dimensioni contenute (larghezza simile a quella di una moneta da 2 euro).

Il lettore wireless esprime i valori ottenuti con grafici di facile lettura, in grado di fornire l’andamento dei livelli glicemici delle 8 ore precedenti (con possibilità di memorizzare i dati relativi agli ultimi 90 giorni) e le previsioni riguardati l’evoluzione attesa. Quest’ultimo valore verrà espresso con un sistema a frecce: freccia in alto verticale per “Glucosio in rapido aumento” (più di 2 mg/dL al minuto); freccia in alto diagonale per “Glucosio in aumento” (tra 1 e 2 mg/dL al minuto); freccia orizzontale per “Glucosio in lenta variazione” (meno di 1 mg/dL al minuto); freccia diagonale bassa per “Glucosio in diminuzione” (tra 1 e 2 mg/dL al minuto); freccia in basso verticale per “Glucosio in rapida diminuzione” (più di 2 mg/dL al minuto).

Buona l’aderenza delle misurazioni espresse da FreeStyle Libre, spiega Abbott, ai livelli glicemici registrati mediante tradizionale misuratore di glucosio. Un’affidabilità evidenziata, prosegue la società, durante l’intero arco dei 14 giorni di durata (al termine dei quali dovrà essere sostituito). Il sensore è resistente all’acqua fino a 1 metro di profondità, ma non deve essere immerso per un periodo superiore ai 30 minuti.

L’utilizzo è indicato per i soggetti adulti di età non inferiore ai 18 anni. Può sostituire i normali controlli di routine salvo rimandare al tradizionale controllo mediante goccia di sangue qualora insorgano specifici fattori, quali ad esempio l’improvviso innalzarsi dei livelli di glucosio o in caso di rilevazione di ipoglicemia. Ulteriori informazioni possono essere ottenute visitando il sito di FreeStyle Libre.

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