Il caffè protegge contro l’insorgenza del diabete di tipo 2: vero, ma solo in parte. Secondo quanto appurato dal uno studio condotto presso l’Ospedale di San Daniele del Friuli di Udine – e presentato poi al congresso della Società europea di cardiologia di Barcellona – il rischio di contrarre la patologia riguarderebbe maggiormente i pazienti ipertesi oppure geneticamente predisposti.

693 soggetti ipertesi tra i 18 e 45 anni facenti parte del progetto Harvest (Hypertension and Ambulatory Recording VEnetia Study) sono stati tenuti sotto controllo, ed è stato appurato che il 74% beveva il caffè e, di questi, il 13% più di tre tazzine al giorno.

Durante lo studio i ricercatori hanno testato il campione del genotipo CYP1A2, ovvero l’enzima che metabolizza la caffeina, ed il risultato è sorprendente: il 58% dei pazienti metabolizzava lentamente la bevanda. Questo fattore non fa altro che andare ad aumentare il glucosio nel sangue e 6 anni dopo al 24% del campione è stata diagnosticata una forma di pre-diabete, mentre chi beveva da una a tre tazzine il rischio era del 34% in più e addirittura il doppio per i fori bevitori della bevanda.

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