Per molto tempo si è guardato al diabete di tipo 2 come ad una patologia che potesse essere contratta solo da obesi o da coloro che avevano molto grasso in eccesso. Ebbene, un recente studio sembra mettere in seria discussione questa ipotesi perché a quanto pare essere magri non metterebbe affatto al riparo dal diabete di tipo 2. Secondo questo recente studio infatti, una persona su cinque, pur avendo un peso nella norma, si troverebbe in una condizione di pre diabete, con livelli di zuccheri nel sangue (glucosio) molto più alti del normale.

Più alti ma non così tanto da far scattare l’allarme e poter diagnosticare la malattia vera e propria. Se la fascia di età di alza, ossia dopo i quarantacinque anni, il numero di coloro che potrebbero sviluppare diabete di tipo 2 passa ad una media di una persona ogni tre. E sebbene il peso in eccesso continui ad essere uno dei fattori principali per lo sviluppo del diabete, essere magri, per contro, non è sinonimo di certezza assoluta di non svilupparlo.

Il problema delle persone magre sembra essere provocato dalla scarsa prevenzione: si è magri e quindi si è certi di non poter sviluppare il diabete e quindi si presta meno attenzione ai controlli. Ma non solo. A quanto pare uno dei fattori principali che porterebbe alla comparsa del diabete di tipo 2 sarebbe la sedentarietà e uno stile di vita fatto di poco movimento e di scarsa attività fisica. La sedentarietà, oltre a far alzare il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2 comporta tutta un’altra serie di problemi di salute che possono essere anche piuttosto rischio, come le malattie cardiocircolatorie, ad esempio.