In Italia, il mercato dei detergenti è sottoposto dal 2007 al regolamento europeo 648/2004, che ha avuto il pregio di uniformare le divewrse normative europee e che introduce un’etichettatura uniforme in tutti i Paesi dell’Unione. Tuttavia (e ci tornerò sopra con un articolo apposito), questo modo di etichettare i detersivi non è decisamente un aiuto per il consumatore al momento dell’acquisto, anzi… La direttiva prevede infatti che il produttore pubblichi su un sito web i componenti dei propri detergenti, ma non tutti assolvono quest’obbligo (senza parlare della scomodità per chi è al supermercato e si trova a dover capire qualcosa senza l’aiuto del sito web) e anche coloro che lo assolvono, compilano questo elenco in formato Inci (international nomenclature of cosmetic ingredients).

L’INCI

Si tratta di una nomenclatura univoca, intercomprensibile a livello europeo di tutti gli ingredienti il cui uso è autorizzato in Europa. Tuttavia, non è altrettanto immediatamente comprensibile per il consumatore.

TANTI PRODOTTI NUOVI, MA NIENTE NOVITA’ NEGLI INGREDIENTI

Se si va a curiosare tra i siti dei produttori di detersivi tutto che si riesce a trovare la vista degli ingredienti, che si può facilmente accorgere che le decantate “novità” appena uscite sul mercato non differiscono (almeno a guardare l’elenco, che non precisa le percentuali contenute) dei vecchi prodotti se non per un ingrediente o anche solo per una profumazione diversa.

UNA LETTURA VELOCE DELL’ETICHETTA PER SCEGLIERE MEGLIO

Sono tantissime le sostanze con cui può essere costruito un detergente per la casa. Se volete cimentarvi nella lettura delle etichette occorre molta pazienza. È più facile se si comincia con l’individuare dei grandi gruppi di ingredienti. Se il vostro obiettivo è solo riuscire a riconoscere determinati tipi di componenti cui presenza indica un prodotto non particolarmente sano o ecologico, allora il gioco si fa più semplice.

I TENSIOATTIVI

Innanzitutto ai primi posti, dopo l’acqua, ci sono i tensioattivi. Nella bio-eco detergenza si tende ad evitare quelli “etossilati” (riconoscibili per il suffisso “-eth” alla fine della parola), perché vengono trattati con derivati petrolchimici e possono contenere dei residui potenzialmente dannosi per la salute. Sono quelli più usati a livello industriale, ma c’è anche qualcuno che li impiega nella bio-ecodetergenza. Qualcuno in cattiva fede, perché costano di meno, qualcuno invece per scelta, perché li considera più efficienti più sicuri sul piano tossicologico.

GLI ADDITIVI DA EVITARE

Tra gli additivi bisognerebbe evitare gli anticalcare (anche chiamati complessanti o sequestranti) come EDTA (Disodium o Tetrasodium EDTA), zeoliti (Zeolite) o policarbofossilati (Sodium polyacrylate),  in quanto si depositano permanendo nell’ambiente. Ad essi sono preferibili il Tetrasodium Etidronate, in quanto è foto-degradabile e le silici lamellari (Disodium Disilicate), solubili in acqua. Servono tutti fondamentalmente ad aumentare il potere levante dei tensioattivi e ad evitare che lo sporco si ridepositi sui tessuti.

PROFUMI SINTETICI ED OLI ESSENZIALI

I profumi sintetici non garantiti anallergici possono causare danni. Chi è particolarmente sensibile dovrebbe anche evitare di usare troppi oli essenziali, che contengono spesso delle sostanze potenzialmente allergeniche. È importante sapere anche che le componenti minoritarie derivate dal petrolio come siliconi e polimeri acrilici non si degradano.

COLORANTI ED ENZIMI

I coloranti assolvono solo ad una funzione psicologica e non sono utili. Gli enzimi aumentano di molto l’efficacia del detersivo, ma sono quasi sicuramente geneticamente manipolati (OGM). Il bitrex (Denatonium benzoate) è aggiunto per motivi di sicurezza, per dare un sapore sgradevole al detersivo, ma è sintetico e poco biodegradabile.

I MARCHI DEI PRODOTTI BIO

Se comunque non volete perdere la testa dietro ad etichette di difficile lettura e di difficile reperimento, ci sono due opzioni. Conoscere direttamente il produttore, oppure fare riferimento ai marchi che certificano i prodotti bio-ecologici per pulire la casa, oltre al marchio Ecolabel. Gli stessi enti certificatori per i prodotti alimentari biologici hanno creato marchi e disciplinari: sia il marchio “detergenza pulita Aiab”, il cui disciplinare è controllato da QC Srl; il marchio “Eco bio  detergenza Icea” certificato da Icea; la certificazione SoCert.