La pubblicità e il marketing hanno inculcato nel nostro immaginario concetti che erano estranei alle nostre nonne. Ora abbiamo bisogno assoluto di perfezione. La nostra casa deve risplendere quasi fosse disabitata e non ci fossero bimbi che schizzano cibo in giro, adolescenti con zolle di terra sotto le scarpe e la normale vita quotidiana “generatrice di entropia”. Inoltre, la perfezione la si può ottenere senza fatica e in poco tempo.

La massaia italiana (non appaiono praticamente mai uomini che lavano e stirano… Al massimo sono dei mastrolindi geni della lampada che non si sporcano le mani) deve poter ottenere il massimo con il minimo sforzo. Segue poi la più recente fobia da batterio. Dobbiamo vivere in una casa praticamente sterile. In barba ai batteri benefici, dobbiamo sterminare ogni forma di vita, soprattutto quella che non riusciamo a vedere ad occhio nudo.

Con queste parole Elisa Nicoli, autrice di “Pulizie creative” comincia la sua introduzione al piccolo manuale che spiega come utilizzare detersivi e cosmetici naturali fai-da-te. Nicoli spiega in poche parole come la nostra percezione del pulito in casa porti a compiere scelte che fanno il gioco dei produttori di detersivi, scelte che che vanno contro il nostro portafogli, la nostra salute e quella dell’ambiente: perfezione e asetticità in poco tempo e senza fatica sono ormai degli assunti culturali collettivi che diamo per scontati. Il risultato? Mari soffocati dalle alghe, alimentate dai fosfati usati tuttora nei detersivi, case con profumi pungenti che a lungo andare possono risultare irritanti, vestiti intrisi di sostanze allergeniche. E poi ossessioni motivate dalle persone che si occupano della pulizia della casa, che limitano la possibilità di cambiare prospettiva.

I DETERSIVI FATTI IN CASA FUNZIONANO?

Secondo l’autrice, se vogliamo renderci più indipendenti dall’industria del detersivo e cominciare a farci da noi i detersivi, dovremmo ridurre o semplicemente modificare le nostre aspettative di performance. Con detersivi fatti in casa, infatti, non si raggiungono gli stessi risultati che si ottengono con i prodotti industriali, tradizionali o bio-ecologici che siano. Quindi, se la nostra “attesa di pulito” resta invariata, resteremo probabilmente delusi.

COSA CAMBIA CON I DETERSIVI FATTI IN CASA

Prima di buttarsi nell’autoproduzione dei detersivi fatti in casa, è necessaria una vera e propria ristrutturazione percettiva. Cambia la consistenza dei prodotti che usiamo, così come muta il loro colore e il loro odore. Saranno diversi al tatto i panni lavati e il loro profumo (che scegliamo noi tra diversi oli essenziali). Odoreranno diversamente anche i piatti, i pavimenti e le superfici. Sarà forse più faticoso togliere l’unto da una cucina pesante.  Ma ci si guadagna in divertimento, dandoci alla creatività e alla sperimentazione. Sarà probabilmente molto più appagante tenere in ordine la casa solo con prodotti creati da noi.

QUANTO COSTA AUTOPRODURRE I DETERSIVI?

L’autoproduzione costa meno. E anche il tempo che viene impiegato nella creazione di detersivi ci permetterà d’altra parte di risparmiare ore di lavoro altrimenti investite per comprare i vari detergenti per la casa. e’ anche possibile anche fare delle sedute di autoproduzione collettiva, in modo da unire l’utile al dilettevole e condividere anche una parte di un’attività così privata come la pulizia della propria casa.

LE DUE REGOLE FONDAMENTALI

Sono due le cose fondamentali che non bisogna mai dimenticarsi di fare, secondo Nicoli. Innanzitutto ridurre il numero di detersivi: non serve un tipo di prodotto diverso per ogni singolo oggetto da pulire. Molto spesso le differenze tra l’uno e l’altro sono trascurabili, a meno di non dover affrontare superfici particolari come il marmo o il legno non trattato, che richiedono cure adeguate. Infine, vale il principio fondamentale di non lavare troppo: non ce n’è bisogno.