Le bucce degli agrumi sarebbero un ottimo metodo per depurare l’acqua. Lo afferma un gruppo di ricercatori australiani guidati dal docente di chimica sintetica, Justin Chalker (Flinders University di Adelaide), in uno studio reso noto nel 2015. Le bucce degli agrumi – ed in particolare quelle delle arance – sarebbero infatti in grado di depurare le acque, eliminando tutte le sostanze tossiche che potrebbero essere in essa presenti, grazie agli estratti ricavabili da esse.

Gli estratti delle bucce degli agrumi – arance soprattutto – avrebbero il potere di intervenire anche su aree piuttosto estese cosicché, se lo studio dovesse proseguire e si dovesse trovare un metodo concreto per sfruttarne le potenzialità, si potrebbe intervenire per depurare il mare dalla presenza del mercurio, tanto per fare un esempio concreto. Basterebbe mischiare le bucce degli agrumi agli scarti del petrolio per far sì che le acque in cui questi andrebbero a finire non si inquinassero.

E sarebbe un risultato davvero strabiliante, pensando anche al fatto che l’inquinamento è uno dei primi problemi contro cui l’uomo deve pensare a combattere per tutelare l’ambiente, se stesso e le generazioni future. In più sarebbe un metodo del tutto ecologico per sfruttare gli scarti in modo positivo, sia quelli della lavorazione del petrolio sia quelli del cibo che viene consumato a tavola (in questo caso le bucce degli agrumi).

Se si pensa alle vaste quantità di limonene che viene prodotto durante la lavorazione degli agrumi e di come questo, unendosi allo zolfo, possa rappresentare una buona soluzione contro il mercurio che infesta le acque, si capisce come l’idea dei ricercatori australiani, in sé, sia davvero importante.