Fino a qualche tempo fa non era così comune sentir parlare di depressione. Ma ora questo male, purtroppo, è sempre più comune, come dimostra un interessante studio a livello europea che mette in relazione la depressione e il mondo del lavoro.

La European Depression Association (Eda) ha condotto uno studio su un campione di 7.000 persone di diversa provenienza (Gran Bretagna, Germania, Italia, Danimarca, Turchia, Spagna e Francia) i cui risultati sono a dir poco allarmanti: al 20% degli intervistati è stata diagnosticata la depressione, che si ripercuote inevitabilmente sul lavoro. Molti, infatti, sono coloro che hanno dovuto astenersi dalla propria attività lavorativa, in percentuali diverse a seconda delle nazioni: capolista è la Germania con il 61% di lavoratori che rimangono a casa a causa della depressione, seguita dalla Danimarca (60%), dalla Gran Bretagna (58%).

In Italia la percentuale scende molto, con solo il 12% della popolazione intervistata che si astiene dal lavoro per questo problema.

I ricercatori hanno anche tradotto in cifre concrete queste percentuali, stimando che nel 2010 la depressione è costata alle imprese europee 92 miliardi di euro, a causa delle assenze e della ridotta produttività.

I risultati del sondaggio – commenta alla Bbc online Vincenzo Costigliola, presidente della Eda – mostrano che c’è ancora molto da fare per sensibilizzare e sostenere dipendenti e datori di lavoro, e aiutarli a riconoscere e gestire la depressione in ufficio. Chiediamo alla politica di considerare l’impatto della depressione sulla forza lavoro.