La depressione post-parto (o DPP) è un disturbo che colpisce dal 7 al 12% delle neomamme. Sebbene si tratti dunque di un problema abbastanza diffuso, non è ancora stata individuata una causa specifica responsabile di innescare questo particolare tipo di depressione. Si è infatti più propensi a pensare che tale reazione sia legata a una concomitanza di fattori, tra cui gli scompensi ormonali tipici della gravidanza, cui alcune donne sarebbero maggiormente sensibili. Concause sarebbero poi i cambiamenti subiti dal corpo della donna dopo la nascita del bambino, l’ansia generata dalle nuove responsabilità, i profondi cambiamenti nelle abitudini indotti dall’arrivo del neonato, l’eventuale mancanza di sostegno ed eventi che possono aver segnato la storia personale. Se le cause della depressione post-parto non sono ancora del tutto chiare, sono invece stati identificati con certezza alcuni fattori di rischio che aumenterebbero le possibilità di soffrire di tale disturbo. Tra questi ricordiamo il ricorso ad alimentazione artificiale al posto dell’allattamento al seno, storia di pregressa depressione, malattia mentale (tra cui depressione post-parto) in famiglia, fumo di sigaretta, bassa autostima, depressione prenatale, debole rapporto coniugale, basso status socio-economico, modalità di concepimento e tipo di parto (fecondazione assistita, parti traumatici, ecc.).

In generale, quando si soffre di depressione post-parto si tende a sentirsi tristi senza motivo, irritabili, facili al pianto e non all’altezza dei compiti e degli impegni che ci attendono. Bisogna tuttavia fare attenzione a non confondere tali segnali con la reazione, del tutto fisiologica, conosciuta come “baby blues”, caratterizzata una sensazione di malinconia, tristezza e irritabilità, che raggiunge il proprio picco a 3/4 giorni dal parto, ma tende a svanire spontaneamente in breve tempo. Tali sensazioni sono infatti strettamente legate al drastico cambiamento ormonale che segue il parto (in particolare al crollo degli estrogeni e del progesterone), nonchè alla spossatezza dovuta al travaglio . La depressione post-parto, al contrario, non è immediatamente successiva alla nascita del piccolo, ma tende a comparire nelle prime quattro settimane di vita. In questo caso, dovremo far attenzione a sintomi quali sensazione di tristezza e abbattimento persistentemente (almeno 2 settimane); perdita di interesse verso le attività che prima piacevano; svalutazione del sé e senso di inadeguatezza; senso di colpa eccessivo; pianto frequente; difficoltà a concentrarsi a lungo e prendere decisioni; difficoltà a pensare lucidamente; disturbi del sonno; cambiamenti nell’appetito; agitazione, irrequietezza o, al contrario, apatia; perdita di energia; preoccupazione costante nei confronti del bambino o disinteresse nei suoi confronti; pensieri negativi ricorrenti, ecc. Sintomi fisici quali frequenti mal di testa, battito cardiaco accelerato, torpore, tremore, vertigini e mancanza di respiro fanno invece pensare al disturbo d’ansia post-partum, che spesso accompagna la depressione vera e propria.

Come per i disturbi dell’umore in genere, anche in caso di depressione post-parto non esiste una terapia certa al 100%, bensì ogni caso dovrà essere affrontato diversamente a seconda della gravità dei sintomi e della storia personale della paziente. Generalmente si consiglia un periodo di psicoterapia, tuttavia esistono alcuni semplici rimedi che possono ridurre i sintomi e aiutare la donna a ritrovare la serenità in breve tempo. Tra questi l’alimentazione gioca senz’altro un ruolo chiave: facciamo dunque attenzione ad assumere il giusto apporto di proteine (presenti non solo nella carte, ma anche in latticini e legumi), ferro vitamina B9 (il cosiddetto “acido folico”), vitamina B12 e zinco. Concediamoci inoltre delle passeggiate all’aria aperta, qualche chiacchera con le amiche, un po’ di attività fisica e alcuni momenti da dedicare alla cura di sé, ascoltando musica, leggendo o facendo un bel bagno caldo. Si tratta infatti di attività che inducono la produzione di endorfina, aiutando quindi notevolmente a migliorare lo stato d’animo. Da evitare assolutamente è invece l’isolamento e, cosa forse ancor più fondamentale, bisogna ricordarsi che non c’è nulla di male nel chiedere aiuto, anche solo per il tempo di una doccia!