La Scala di Autovalutazione della Depressione realizzata da Zung (SDS) è stata pubblicata per la prima volta nel 1965, quindi rivista nel 1974.  Si tratta di un questionario finalizzato alla valutazione degli aspetti quantitativi della depressione ed è composto da 20 item che indagano sintomi fisiologici e concomitanti psicologiche della sindrome depressiva. La somministrazione è molto breve (dura circa cinque/dieci minuti), ma è molto importante che il soggetto risponda ad ogni singola domanda nel modo più veritiero possibile, al fine ottenere un risultato valido. Per ognuna delle 20 domande (item) è possibile scegliere una delle quattro opzioni proposte (raramente, qualche volta, spesso, quasi sempre), ciascuna delle quali è a sua volta associata ad un punteggio numerico che va da 1 a 4. Giunti alla fine del test, si sommano i punti ottenuti e si visualizzano i risultati: per un risultato compreso tra 20 e 30 punti, il test stima un livello di depressione molto basso; da 32 a 43, livello di gravità basso; da 44 a 55, moderata depressione; da 56 a 67, gravità elevata e da 68 a 80, livello di depressione molto elevato.

Sebbene il test non possa in alcun modo sostituire la diagnosi effettuata da uno specialista, è possibile utilizzare la scala di autovalutazione di Zung ogni qual volta ci si ritrova a domandarsi se siamo depressi, per poi ripetere il test a distanza di tempo (per esempio 30/60 giorni), in modo da avere un’ idea dell’ andamento del nostro umore; oppure è possibile effettuare il test all’ inizio di una terapia e poi a distanza di 3 e 6 mesi, così da valutare i miglioramenti.

Per le sue caratteristiche di brevità e semplicità, il test di Zung è spesso utilizzato anche in ambito clinico come strumento di ausilio nell’ attività di diagnosi; come strumento di ricerca epidemiologica e nella valutazione dell’ efficacia degli interventi psicoterapeutici e/o farmacologici.