I disturbi del sonno rientrano a pieno titolo tra i sintomi tipici della depressione, tanto che il 90% delle persone depresse riferisce di soffrire anche di insonnia, lamentando frequenti interruzioni del sonno e prematuri risvegli mattutini. La carenza di sonno o la sua bassa qualità, a loro volta pregiudicano il recupero di energia, facilitando la stanchezza cronica che accompagna la depressione ed alimentando così un circolo vizioso dal quale è difficile uscire: la depressione può causare problemi di sonno e, a loro volta, i problemi di sonno possono contribuire all’accentuazione del disturbo depressivo. Se l’insonnia è infatti un sintomo della depressione, a sua volta aumenta di 3.5 volte il rischio di sviluppare una sindrome depressiva (poiché determina carenza di serotonina), prolunga la durata di una depressione già in atto e favorisce le recidive. Al contrario, rispettare le giuste ore di sonno (8 per notte) e/o curare l’insonnia, costituiscono comportamenti che riducono il rischio di depressione. Rispettare il ciclo sonno-veglia, evitando di dormire durante il giorno, è inoltre un ottimo modo per migliorare la qualità del sonno notturno, come anche evitare di utilizzare strumenti quali pc, televisori e cellulari nella stanza da letto, poiché in grado di creare sollecitazioni eccessive, rendendo difficile addormentarsi. Consigliabile è invece seguire una regolare e rilassante routine prima di coricarsi, magari sorseggiando tisane alla camomilla, melissa, luppolo o valeriana ed ascoltando musica, capace di abbassare la pressione sanguigna e di rilassare il corpo e la mente.

La terapia cognitivo-comportamentale risulta poi molto efficace nelle persone che soffrono di insonnia e depressione, associata, se necessario, ad un supporto farmacologico. Per quanto riguarda la medicina complementare, un valido aiuto è invece offerto dalle tecniche di rilassamento e dall’assunzione di melatonina.

Al fine di favorire un sonno ristoratore andrebbe poi evitato il consumo di caffeina ed alcolici, i quali spesso facilitano l’addormentamento, pregiudicando tuttavia la qualità e la durata del sonno. L’esercizio fisico libera inoltre endorfina, migliorando l’umore e permettendo di scaricare le frustrazioni.