Secondo un recente studio sulla depressione effettuato dal Massachusetts General Hospital e dall’Università della Pennsylvania, ben quindici regioni del Dna sarebbero associate con la sua comparsa e molte di esse sarebbero anche piuttosto vicine ai geni che sono coinvolti nello sviluppo cerebrale. Si tratterebbe di una scoperta piuttosto importante perché potrebbe aprire la strada a nuove terapie più efficaci.

La ricerca è stata effettuata analizzando i dati di oltre trecentotrentamila persone che si erano sottoposte a test del Dna e oltre settantacinquemila di queste avrebbero presentato i sintomi tipici della depressione. Partendo da tali presupposti, i ricercatori avrebbero notato che alcuni geni sono parte responsabile nella comparsa della depressione. Una scoperta che potrebbe aiutare a trovare nuove terapie farmacologiche da utilizzare  in modo più efficace. Le terapie attualmente in uso, infatti, sarebbero le stesse di più di quarant’anni fa: troppo vecchie per rispondere ad esigenze nuove quindi.

La ricerca condotta negli Stati Uniti farebbe compiere un ottimo passo avanti in materia di trattamento della depressione. Questo perché fino ad ora le uniche regioni del Dna che si reputavano essere interessate nel processo di sviluppo della depressione erano soltanto due mentre ore si sarebbe scoperto che sono almeno quindici. E d’altra parte sembrava una conclusione più che logica: la depressione può infatti manifestarsi attraverso tantissime varianti, ragion per cui era ipotizzabile e credibile che più geni fossero coinvolti nel suo sviluppo.