Essere sottopeso durante la mezza età può far aumentare il rischio di sviluppare la demenza: secondo uno studio condotto dal team di ricercatori della London School of Hygiene and Tropical Medicinee – pubblicato  sulla rivista The Lancet Diabetes And Endocrinology – ad avere la meglio sarebbero infatti gli individui in sovrappeso o obesi.

Dei risultati contrastanti rispetto a quelli scaturiti da studi precedenti che, al contrario, vedevano proprio i pazienti obesi come quelli più a rischio nello sviluppare la demenza oltre ad un’altra serie di malattie legate al cuore.

Nel corso della ricerca sono stati analizzati i dati di quasi due milioni di individui - 1.958.191 – nel Regno Unito con un’età media intorno ai 55 anni e con un indice di massa corporea (BMI) medio pari a 26,5 classificati quindi nella fascia dei sovrappeso. Dopo essere stati seguiti per circa nove anni più di 45mila di questi hanno ricevuto come diagnosi la demenza: dall’analisi tuttavia risulta che tra queste, le persone considerate sottopeso – quindi con un BMI tra i 18,5 e 24,99 – avevano un rischio di svilupparla superiore del 30% rispetto agli individui con un peso ritenuto “normale”, ma la percentuale si abbassava ancora di più negli individui sovrappeso (18%9 e obesi (24%).

Questi, quindi, sembrerebbero avere meno probabilità di sviluppare la malattia, ma tuttavia bisognerebbe trovare il perché, come dichiarato dallo uno degli autori principali dello studio Stuart PocockI nostri risultati aprono una nuova strada interessante per la ricerca di fattori protettivi per la demenza” ha dichiarato, continuando “Se riusciamo a capire perché le persone con un alto indice di massa corporea hanno un rischio ridotto di demenza, sara’ possibile utilizzare queste informazioni per sviluppare nuovi trattamenti”.

Un risultato a sorpresa, come detto da un altro autore dello studio, il dottor Nawab Qizilbash della OXON Epidemiology nel Regno Unito e Spagna, il quale ha definito lo studio come “un dato in contrasto con la maggior parte degli studi fino ad oggi noti sull’argomento. Possiamo ipotizzare che dietro questo effetto protettivo dei chili di troppo ci siano la vitamina D ed E. Queste quando sono in deficit, come nelle persone che mangiano poco e male, aprire la strada alla demenza“.