I delfinari europei devono essere chiusi. È questa la conclusione del rapporto della “Born Free Foundation” e della WDCS – Whale and Dolphin Conservation Society (Società per la conservazione di balene e delfini) – presentato al Parlamento Europeo.

Lo studio ha analizzato le 34 strutture che ospitano i delfini e altri animali acquatici presenti in 14 paesi dell’Eurozona.

Un monito era già arrivato lo scorso anno riguardo agli zoo, che, nella stragrande maggioranza dei casi, non rispettavano le norme dettate dalla Comunità Europea nella direttiva CE 1992/22 sulla tutela, la salvaguardia e la programmazione di specifiche attività di sensibilizzazione ed educazione del pubblico.

In questo nuovo rapporto sono state messe in evidenza le mancanze delle strutture che ospitano gli animali acquatici che sono state definite come delle strutture commerciali, atte a produrre del profitto, e non degli ambienti in cui la vita marina è riprodotta e tutelata. Anzi, molti degli animali ospitati manifestano tassi di mortalità più elevati rispetto ai loro simili in natura.

Chris Butler-Stroud, amministratore delegato di WDCS, parla, inoltre, dell’impossibilità di mettere a norma questa tipologia di strutture: gli animali acquatici sono meno adatti di quelli terrestri a vivere in cattività. Non esistono dei margini di miglioramento, l’unica soluzione è dismettere questi impianti.