Non solo i metodi di allevamento dei polli e le imposizioni economiche della compagnia erano un problema per la fattoria di Carole Morison… altri problemi venivano fuori man mano.

I MANGIMI PER I POLLI

“Lo scaricabarili della compagnia riguardo le questioni ambientali sullo smaltimento del concime e i mangimi ipernutrienti per i polli mi ha sempre dato un estremo fastidio. Eravamo obbligati da clausole scritte a provvedere al primo con mezzi nostri e a cibare i polli con precisi mangimi. L’unico caso in cui i polli appartenevano a noi, era quando erano morti. Dicevo sempre che nel momento in cui il concime prodotto dai polli avrebbe fruttato qualche soldi, allora si sarebbero presi anche quello.”

GLI ANTIBIOTICI E LE MALATTIE

“Quando un batterio resistente agli antibiotici e altri problemi inerenti la salute pubblica emergevano, sapevo che la colpa sarebbe stata dell’industria. Quando si scoprì che c’era dell’arsenico nei mangimi che la compagnia ci mandava per alimentare i polli, mi infuriai. Lo stavamo usando da anni, e per di più scaricavamo il concime dei polli contenente arsenico sulle nostre terre. Ci siamo esposti quotidianamente all’arsenico senza saperlo, respirando la polvere nel capannone dei polli e maneggiando i mangimi. Divenni iperscrupolosa nel chiedermi quanto noi avessimo il diritto di sapere quel che stava accadendo.”

LO SPRECO ENERGETICO E DI RISORSE

“Il punto di ebollizione arrivò quando la compagnia ci spinse ad aggiornare i capannoni dei polli con un nuovo equipaggiamento di loro invenzione. Era una proposta dispendiosa, dal cui investimento difficilmente ci saremmo ripresi economicamente. Rischiavamo di affondare nei debiti. Ma il costo in sé non fu l’unico deterrente. Gli aggiornamenti degli impianti avrebbero tolto tutta la luce del sole e l’aria fresca per i polli, avrebbe accresciuto la densità abitativa dentro i capannoni, e avrebbero consumato tre volte tanta energia elettrica quella attuale. In più, avremmo dovuto attingere acqua da una fonte in modo insostenibile, tanto che l’avremmo completamente prosciugata. Senza contare che ancora una volta i nostri soldi sarebbero stati spesi per accontentare un capriccio della compagnia. Ci rifiutammo!”

“Abbastanza ironicamente, qualche settimana prima di ricevere la nostra lettera dalla Perdue che ci notificava il termine del contratto, la compagnia ci aveva dato un riconoscimento come “Produttori Modello”. La domanda di come questo possa essere sensato è ancora qui, nella mia testa.”

Ma questa è solo la parte brutta della storia…